Papa Francesco: udienza, la libertà da sola “non basta”, è Vangelo che è “luce” per la società e “sale” contro “corruzione, mediocrità e egoismi”

foto SIR/Marco Calvarese

“Sono popoli che hanno molto sofferto, e per questo il Signore li ha guardati con predilezione. Ne sono sicuro di questo”. Così il Papa ha definito i tre Paesi Baltici – Lituania, Lettonia ed Estonia – che ha visitato nei giorni scorsi. All’indomani del suo viaggio, Francesco ne ha ripercorso le tappe durante la catechesi dell’udienza generale, ringraziando innanzitutto i presidenti delle tre Repubbliche e le autorità civili “per la squisita accoglienza” ricevuta. Menzionando il motivo del suo 25° viaggio apostolico – il centenario dell’indipendenza dei tre Paesi – il Papa ha commentato: “Cento anni che essi hanno vissuto per metà sotto il giogo delle occupazioni, quella nazista, prima, e quella sovietica, poi”. “La mia visita è avvenuta in un contesto assai mutato rispetto a quello che incontrò S. Giovanni Paolo II”, ha fatto notare Francesco: “Perciò la mia missione era annunciare nuovamente a quei popoli la gioia del Vangelo e la rivoluzione della misericordia, della tenerezza, perché la libertà non basta a dare senso e pienezza alla vita senza l’amore, amore che sempre viene da Dio”. “Il Vangelo, che nel tempo della prova dà forza e anima la lotta per la liberazione, nel tempo della libertà è luce per il quotidiano cammino delle persone, delle famiglie, delle società – la tesi del Papa – ed è sale che dà sapore alla vita ordinaria e la preserva dalla corruzione della mediocrità e degli egoismi”.

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