Papa Francesco: messaggio ai cattolici cinesi, Accordo “frutto di lungo e complesso dialogo”, solo “finalità spirituali e pastorali”

“Ho sempre guardato alla Cina come a una terra ricca di grandi opportunità e al popolo cinese come artefice e custode di un inestimabile patrimonio di cultura e di saggezza, che si è raffinato resistendo alle avversità e integrando le diversità, e che, non a caso, fin dai tempi antichi è entrato in contatto con il messaggio cristiano”. A rivelarlo è il Papa, che nel Messaggio ai cattolici cinesi e alla Chiesa universale cita padre Matteo Ricci, che “diceva con grande acume, sfidandoci alla virtù della fiducia: prima di contrarre amicizia, bisogna osservare, dopo averla contratta, bisogna fidarsi”. “È anche mia convinzione che l’incontro possa essere autentico e fecondo solo se avviene attraverso la pratica del dialogo, che significa conoscersi, rispettarsi e ‘camminare insieme’ per costruire un futuro comune di più alta armonia”, spiega Francesco, precisando che proprio in questo solco si colloca l’Accordo Provvisorio, “frutto del lungo e complesso dialogo istituzionale della Santa Sede con le Autorità governative cinesi, inaugurato già da San Giovanni Paolo II e proseguito da Papa Benedetto XVI”. “Attraverso tale percorso, la Santa Sede altro non aveva – e non ha – in animo se non di realizzare le finalità spirituali e pastorali proprie della Chiesa, e cioè sostenere e promuovere l’annuncio del Vangelo, e raggiungere e conservare la piena e visibile unità della Comunità cattolica in Cina”, puntualizza il Papa.

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