Notizie Sir del giorno: Papa a cattolici cinesi, Bosnia-Erzegovina, assemblea Onu, Colombia, Turkson su Decreto Salvini, Rapporto Unctad, centro migranti a Como

Papa Francesco: messaggio ai cattolici cinesi, “pagina nuova della Chiesa cattolica”. “Cercare insieme buoni candidati per il servizio episcopale”

“L’Accordo Provvisorio siglato con le Autorità cinesi, pur limitandosi ad alcuni aspetti della vita della Chiesa ed essendo necessariamente perfettibile, può contribuire – per la sua parte – a scrivere questa pagina nuova della Chiesa cattolica in Cina”. Ne è convinto Papa Francesco, che nel Messaggio ai cattolici cinesi e alla Chiesa universale fa notare come tale accordo, “per la prima volta, introduce elementi stabili di collaborazione tra le Autorità dello Stato e la Sede Apostolica, con la speranza di assicurare alla comunità cattolica buoni Pastori”. In questo contesto, la Santa Sede “intende fare sino in fondo la parte che le compete, ma anche a voi, Vescovi, sacerdoti, persone consacrate e fedeli laici, spetta un ruolo importante”, l’appello di Francesco: “Cercare insieme buoni candidati che siano in grado di assumere nella Chiesa il delicato e importante servizio episcopale”. (clicca qui)

Bosnia-Erzegovina: commissione “Justitia et pax”, messaggio per le elezioni. “Non fatevi ingannare da promesse vuote e dalle apparenze”

“Non fatevi ingannare da promesse vuote e dalle apparenze di quei candidati politici di cui sapete che non hanno mostrato un’integrità morale e politica nelle loro opere e non adempiono le promesse fatte!”. È uno degli appelli che si leggono nel messaggio della della Conferenza episcopale della Bosnia-Erzegovina, in occasione delle prossime elezioni generali in programma il 7 ottobre. Il documento, firmato dal vescovo di Banja Luka, mons. Franjo Komarica, cerca di dare una risposta ai cattolici che si chiedono “Come esercitare in modo retto il proprio diritto e dovere di votare?”. Inoltre, nel messaggio si ricorda la complicata situazione politica e sociale in Bosnia-Erzegovina: “il caos controllato in seguito all’accordo di Dayton, la corruzione dilagante a causa di una legislazione non adempiuta da parte dei politici attuali”, “le migliaia di persone che, spinte dalla necessità di sopravvivere, hanno lasciato il Paese andando all’estero”. (clicca qui)

Armi nucleari: Guterres (Onu), ritornare al dialogo per giungere alla totale eliminazione

(da New York) “L’unico modo sicuro per eliminare la minaccia rappresentata dalle armi nucleari è eliminare le stesse armi”. Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, aprendo l’incontro ad alto livello dell’Assemblea generale per celebrare e promuovere la Giornata internazionale per l’eliminazione totale delle armi nucleari. “Un obiettivo così impegnativo non sarà raggiunto da un giorno all’altro. Ma ora dobbiamo fare dei passi urgenti”, ha continuato. E uno dei passi è certamente rappresentato dal programma sul disarmo lanciato da Guterres lo scorso maggio, e che l’inazione o le iniziative dei singoli Stati hanno bloccato. Nell’agenda del segretario dialogo e negoziazione erano accompagnati dalla richiesta di una estensione delle norme sul controllo sulle armi nucleari e da una serie di misure e di azioni per la riduzione dei rischi di conflitto. Guterres ha richiamato gli Stati in possesso di armi nucleari alla responsabilità di riaprire “il dialogo” e di orientarlo a “risultati che giungano alla totale eliminazione delle armi”. Ha fatto appello agli Stati Uniti e alla Russia – “di gran lunga i maggiori possessori di armi nucleari” – per tornare ad impegnarsi nuovamente nella riduzione bilaterale degli arsenali, insistendo che “nessuna altra tecnologia, nessuna altra arma di distruzione di massa, ha la capacità di cambiare letteralmente la faccia della terra, estirpando intere società”. (clicca qui)

Colombia: rapporto pastorale sociale-Caritas, il 61% degli accordi di pace ha iniziato il suo percorso

Un’analisi a tutto campo sulla situazione economica, sociale e ambientale della Colombia, a cominciare da un bilancio preciso e documentato sull’avanzamento dell’accordo di pace con le Farc e sulla presenza della dissidenza ancora attiva come guerriglia. Per proseguire con il punto della situazione sulle trattative con l’Eln, sulla presenza di bande criminali (Bacrim) e paramilitari, sulle uccisioni di leader sociali, sui programmi di limitazione delle coltivazioni di coca, sulla lotta alla corruzione, sul rispetto dell’ambiente, specie nella zona amazzonica, sulla situazione dei migranti venezuelani. Sullo sfondo, l’inaccettabile squilibrio che provoca forti situazioni di povertà nonostante le tante risorse e un’economia in crescita. Tutto questo si trova nelle 35 cartelle che costituiscono il documento “Analisi della congiuntura nazionale”, elaborato dal Segretariato di Pastorale sociale – Caritas della Chiesa colombiana, attraverso il proprio Osservatorio, in collaborazione con coloro che coordinano i progetti di carattere sociale della Chiesa e con la rete Repam, che opera nell’Amazzonia colombiana. Uno studio dell’Istituto Crok fa emergere che l’applicazione dell’accordo procede più velocemente rispetto ad altri accordi di questo tipo siglati in altri Paesi. Il 61% dei 578 impegni è in corso di implementazione. Non mancano però interrogativi e zone d’ombra, a partire dalla lentissima applicazione delle parti dell’accordo che riguardano la riforma agraria e la produzione di coca. (clicca qui)

Decreto Salvini: card. Turkson (Santa Sede), “spero che il Parlamento intervenga”

“Il decreto legge deve passare in Parlamento, spero che lì ci siano persone in grado di vedere le cose diversamente per poter argomentare un nuovo sistema. Lo spero”. È l’auspicio del card. Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, rispondendo al Sir sul Decreto Salvini su immigrazione e sicurezza, a margine della conferenza stampa dell’Unctad a Roma. “Non si può criminalizzare chi parte – ha detto – ogni uomo ha una dignità. Quelli che arrivano qui, cercano condizioni per sperimentare la loro dignità”. (clicca qui)

Sviluppo: Rapporto Unctad, “l’economia mondiale è di nuovo sotto stress, troppe disuguaglianze e squilibri”

“L’economia mondiale è di nuovo sotto stress” e in molti Paesi emergenti si addensano “pericolose nuvole temporalesche all’orizzonte”: è l’allarme contenuto nel Rapporto Unctad 2018 sul commercio e lo sviluppo lanciato oggi a Roma, nella sede di Radio Vaticana e in contemporanea a livello mondiale, insieme al Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. Il rapporto indaga in che modo il potere economico si stia concentrando “in un numero sempre minore di grandi imprese multinazionali” e l’impatto sulle “capacità dei Paesi in via di sviluppo di beneficiare della loro partecipazione ai mercati internazionali e di avvantaggiarsi delle nuove tecnologie digitali”. Un decennio dopo la crisi finanziaria del 2008, denuncia il Rapporto dell’agenzia delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo, “l’economia mondiale rimane su un terreno instabile in cui le guerre commerciali sono solo il sintomo di un malessere più profondo”. “L’economia mondiale è di nuovo sotto stress – ha dichiarato Mukhisa Kituyi, segretario generale dell’Unctad – stress che si riflette nella crescita delle tariffe doganali e nella persistente volatilità dei flussi finanziari. Dietro queste minacce alla stabilità globale c’è però un fallimento più ampio: l’incapacità di far fronte sin dal 2008 alle disuguaglianze ed agli squilibri del nostro mondo iper-globalizzato”. (clicca qui)

Diocesi: Como, lettera di don Della Valle a Forza Nuova. “Grazie per avermi ricordato i miei obiettivi”

“Grazie per avermi ricordato e confermato i miei obiettivi su cui continuo a lavorare insieme a tantissime persone di Como”. Lo ha scritto don Giusto Della Valle, parroco di Rebbio, in una lettera a Forza Nuova, pubblicata da “Il Settimanale online” della diocesi. Il movimento di estrema destra aveva contestato il sacerdote nei giorni scorsi con l’affissione di uno striscione, dopo le sue parole contro la decisione del ministero dell’Interno di chiudere il Centro per migranti in transito, attivo a Como dal settembre 2016. “Cari signori di Forza Nuova – scrive don Della Valle –, mi sarebbe piaciuto veniste a parlare a casa mia con tutta calma, in pieno giorno, anziché affiggere nottetempo un vostro cartello sulla recinzione dell’oratorio di Rebbio”. Il sacerdote si è detto “onorato se voi avete identificato in me una persona della Chiesa di Como che fa politica; vi ringrazio. La Chiesa fa politica, ha a cuore la ‘polis’ e i più fragili della polis”. (clicca qui)

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