Laici: card. Farrell, serve “nuova mentalità missionaria”. Missione “non è impresa solitaria, inizia con annuncio del Regno”

“Il Signore vuole che ci poniamo in una prospettiva missionaria”e “uno dei più grandi desideri di Papa Francesco è che entri nella Chiesa, a tutti i livelli, una nuova mentalità missionaria”. Si tratta di acquisire una “mentalità” nuova, uno “sguardo nuovo”. Esordisce così il card. Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, nell’omelia della Messa presieduta questa sera, a conclusione della prima giornata dell’incontro internazionale “Promozione e formazione dei fedeli laici. Buone pratiche”, promosso a Roma dal Dicastero fino al 28 settembre. Nel richiamare la “convocazione” dei Dodici da parte di Gesù, Farrell parla di “corpo ecclesiale” e spiega che la missione “non è mai un’impresa solitaria, ma è necessario far parte di un ‘corpo’, aver ricevuto una chiamata dal Signore, e agire sempre in comunione con tutti gli altri discepoli”. “La missione della Chiesa è una continuazione di quella di Gesù” e inizia sempre dall’annuncio “che Dio è presente, è vicino, viene a chiamare a sé gli uomini di tutti i luoghi e di tutti i tempi”. Questo, sottolinea il prefetto, “era ed è l’annuncio del Regno. La missione, quindi, non può mai iniziare con esortazioni morali, con la discussione di problemi di attualità, con la denuncia di ingiustizie sociali, con l’insistenza su temi etici, con suggestive idee filosofiche o spirituali. Tutto ciò verrà in seguito, ma non deve essere il contenuto del primo annuncio. Il primo passo dell’annuncio missionario riguarda direttamente Dio e ciò che Dio fa in favore dell’uomo, non ciò che l’uomo dovrebbe fare nei confronti di Dio”.

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