Diocesi: mons. Savino (Cassano all’Jonio) ai giovani, “siate felici e liberi di amare, lottate per bellezza, giustizia, verità”

“Voglio parlare al vostro cuore, a quel cuore che vuole provare il brivido di un’esistenza compiuta e che non si arrende alle difficoltà, alla paura”. Si rivolge così ai giovani mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, incoraggiandoli ad essere “felici e, ancor prima, liberi… di amare, perché se ami, diceva Sant’Agostino, puoi fare quello che vuoi, senza fare del male, senza possedere, senza fare violenza”. “Il potere che non ha volto, ma ha tentacoli molto pericolosi – mette in guardia il presule -, convince in modo anonimo che un telefonino, un computer, un videogioco, una serata in discoteca o al bar ‘figo’ di turno, con consumo spropositato di alcool e sostanze stupefacenti, una sgommata all’incrocio o una corsa clandestina, siano più appassionanti della ricerca della Verità” ma “non è vero!”. L’uomo, spiega, è chiamato alla bellezza: “Ascoltate il cuore perché non mente; è fatto di cose grandi e semplici allo stesso tempo: esigenza di bellezza, di giustizia, di verità. Vivete e lottate per questo! Si chiama ideale”. “Quando ti spinelli, ti ubriachi, fai violenza o la subisci, tu inconsapevolmente stai tradendo quello per cui sei fatto e per cui il tuo cuore grida: l’esigenza di felicità. La tua fragilità non è obiezione, è domanda, è grido di essere compiuto da un Altro che non sei tu”, prosegue Savino. “Dio ci ama da sempre e per sempre – aggiunge -: questo è lo sguardo che cambia la vita. A tanti è accaduto, auguro che accada anche a voi. Cammineremo insieme. Vi prometto, malgrado il limite di tempo che il mio ministero pone, di esservi compagno di viaggio. Desidero entrare nella vostra vita, proponendovi occasioni di compagnia vera e lieta in alcuni momenti dell’anno che verrà. So che siete anche più programmati di me: tenterò di venirvi incontro in punta di piedi, ma deciso a guardarvi in faccia e ad ascoltarvi”. Quello del presule è un invito a confrontarsi “sulla sofferenza, sul dolore innocente, sulla fede e sulla speranza, sull’amore e sulla sessualità, sulla gioia e sull’eternità”. E conclude: “Aspetto da tutti voi suggerimenti e domande. Tante”.

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