Armi nucleari: Guterres (Onu), ritornare al dialogo per giungere alla totale eliminazione

(da New York) “L’unico modo sicuro per eliminare la minaccia rappresentata dalle armi nucleari è eliminare le stesse armi”. Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, aprendo l’incontro ad alto livello dell’Assemblea generale per celebrare e promuovere la Giornata internazionale per l’eliminazione totale delle armi nucleari. “Un obiettivo così impegnativo non sarà raggiunto da un giorno all’altro. Ma ora dobbiamo fare dei passi urgenti”, ha continuato. E uno dei passi è certamente rappresentato dal programma sul disarmo lanciato da Guterres lo scorso maggio, e che l’inazione o le iniziative dei singoli Stati hanno bloccato. Nell’agenda del segretario dialogo e negoziazione erano accompagnati dalla richiesta di una estensione delle norme sul controllo sulle armi nucleari e da una serie di misure e di azioni per la riduzione dei rischi di conflitto. Guterres ha richiamato gli Stati in possesso di armi nucleari alla responsabilità di riaprire “il dialogo” e di orientarlo a “risultati che giungano alla totale eliminazione delle armi”. Ha fatto appello agli Stati Uniti e alla Russia – “di gran lunga i maggiori possessori di armi nucleari” – per tornare ad impegnarsi nuovamente nella riduzione bilaterale degli arsenali, insistendo che “nessuna altra tecnologia, nessuna altra arma di distruzione di massa, ha la capacità di cambiare letteralmente la faccia della terra, estirpando intere società”. Guterres ha voluto sottolineare anche i progressi sorti dall’adozione, nel 2017, del trattato sul divieto di armi nucleari, uno strumento giuridicamente vincolante che proibisce lo sviluppo, il collaudo, l’acquisizione di materiale nucleare e poi l’uso o persino la minaccia di usare armi di tale portata. “Il trattato è una testimonianza del continuo bisogno e dell’utilità del multilateralismo”, ha riaffermato il segretario generale tirando fuori il cavallo di battaglia di questa Assemblea generale. Gli Stati Uniti sono stati al centro di molti interventi soprattutto per la decisione di abbandonare il trattato sul nucleare del 2015 firmato da Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia, Usa, Germania e Iran e per aver deciso unilateralmente di imporre sanzioni al Paese mediorientale. Il ministro degli esteri iraniano Mohammed Javad Zarif, nel suo intervento, ha esordito dicendo che “è in atto una nuova corsa agli armamenti nucleari ed è cominciata nuovamente quando il presidente Trump ha affermato che le armi nucleari rimandano il principale obiettivo delle sue politiche. La modernizzazione degli arsenali nucleari da parte di chi li possiede incrementa la possibilità che, prima o poi, vengano usati”. L’Iran continua a ribadire, per bocca del suo ministro, che il trattato sul nucleare sottoscritto con il G5 rappresenta un successo del dialogo e della diplomazia ed è ingiustificata l’uscita Usa e il suo voler costringere il Consiglio di sicurezza ad imporre nuove sanzioni, anche perché ben dieci ispezioni dell’Iea, l’agenzia per l’energia atomica hanno provato che il Paese non ha violato alcuna delle richieste. Zarif spera che gli Usa escano “dal loro crescente e meritato isolazionismo per ritornare al dialogo”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori