Papa Francesco: a partecipanti conferenza xenofobia e populismo, “l’altro è non solo un essere da rispettare”, ma “soprattutto un fratello o una sorella da amare”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Di fronte al dilagare di nuove forme di xenofobia e di razzismo, anche i leader di tutte le religioni hanno un’importante missione: quella di diffondere tra i loro fedeli i principi e i valori etici inscritti da Dio nel cuore dell’uomo, noti come la legge morale naturale”. È quanto si legge nel discorso che Papa Francesco ha consegnato questa mattina ai partecipanti – leader ed esponenti delle Chiese cristiane nel mondo – alla “Conferenza mondiale su xenofobia, razzismo e nazionalismi populisti nel contesto delle migrazioni globali”. “Si tratta – spiega Francesco – di compiere e ispirare gesti che contribuiscano a costruire società fondate sul principio della sacralità della vita umana e sul rispetto della dignità di ogni persona, sulla carità, sulla fratellanza – che va ben oltre la tolleranza – e sulla solidarietà”. “La comune origine e il legame singolare con il Creatore rendono tutte le persone membri di un’unica famiglia, fratelli e sorelle, creati a immagine e somiglianza di Dio, come insegna la Rivelazione biblica”, scrive il Papa. E aggiunge: “In questa prospettiva, l’altro è non solo un essere da rispettare in virtù della sua intrinseca dignità, ma soprattutto un fratello o una sorella da amare. In Cristo, la tolleranza si trasforma in amore fraterno, in tenerezza e solidarietà operativa. Ciò vale soprattutto nei confronti dei più piccoli dei nostri fratelli, fra i quali possiamo riconoscere il forestiero, lo straniero, con cui Gesù stesso si è identificato. Nel giorno del giudizio universale, il Signore ci rammenterà: ‘Ero straniero e non mi avete accolto»’ (Mt 25,43). Ma già oggi ci interpella: ‘Sono straniero, non mi riconoscete?’”.

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