Diocesi: Modena, riapertura abbazia di Nonantola. Mons. Castellucci, “il nostro rapporto con il Signore non si acquista ma si coltiva”

“Anche la nostra fede può passare attraverso la notte, che visita persino i santi. San Giovanni della Croce, il grande mistico del XVII secolo, espresse in una poesia intitolata proprio ‘La notte oscura’ il faticoso cammino interiore dell’anima verso Dio, attraverso il passaggio per numerose prove. La vita mette alla prova la fede, perché il nostro rapporto con il Signore non è una cosa che si acquista, ma una relazione che si coltiva”. Lo ha detto ieri mons. Erio Castellucci, vescovo di Modena-Nonantola, all’inizio dell’omelia della messa di riapertura al culto dell’abbazia di Nonantola a sei anni dal terremoto dell’Emilia del 2012, commentando il Vangelo della festa dell’Esaltazione della Croce. Un migliaio i fedeli che hanno assistito alla solenne celebrazione – tra quelli nella concattedrale e quanti hanno seguito dal maxischermo all’esterno – che è iniziata con l’apertura della Porta Santa per l’Anno giubilare concesso da Papa Francesco che terminerà il 31 dicembre 2019. A concelebrare con mons. Castellucci diversi sacerdoti e sei vescovi, in alcuni casi anche modenesi di origine: mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara, mons. Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo di Ravenna-Cervia, mons. Livio Corazza, vescovo di Forlì-Bertinoro, mons. Giuseppe Verucchi, arcivescovo emerito di Ravenna-Cervia, mons. Lino Pizzi, vescovo emerito di Forlì-Bertinoro, e mons. Germano Bernardini, arcivescovo emerito di Smirne (Turchia).

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