Vescovi europei: mons. Duarte da Cunha, “le sfide dell’Europa sono delle opportunità”

La crisi è profonda, i problemi non trovano soluzioni ma le sfide sono delle “opportunità” e i cristiani in Europa sono chiamati oggi ad “essere luce, lievito, sale”. Con queste parole mons. Duarte da Cunha, fino a ieri segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccce), traccia un bilancio dei 10 anni trascorsi a servizio dei vescovi europei, prima di lasciare l’incarico a don Martin Michalíček, eletto ieri nuovo segretario generale del Ccee. “Quando sono arrivato si parlava di crisi”, ricorda mons. da Cunha: “Poi si è cominciato a parlare di sfida. E dopo ancora di opportunità. Dobbiamo affrontare la situazione ecclesiale e sociale in Europa così. C’è una parte che è in crisi. Ci sono problemi che non sappiamo risolvere però sono sfide. I vescovi sono coscienti, ma queste sfide devono essere vissute come opportunità. Prima di tutto come opportunità per una conversione personale e della Chiesa. Ma anche un’opportunità per la società nella quale siamo chiamati a essere luce, lievito, sale. La mia impressione è che la Chiesa ha la missione di essere accanto alle persone in qualsiasi situazione perché la Chiesa è la presenza di Gesù. Ed è Gesù che salva”. Mons. da Cunha, che ritornerà a Lisbona per fare il parroco, nel ripercorrere questi 10 anni al Ccee parla di “esperienza di incontri” e di “percezione dell’essere Chiesa anche nei momenti difficile”. Molte sono state le tematiche che hanno attraversato in questi anni la vita delle Chiese in Europa: la nuova evangelizzazione che in Europa “vuol dire testimoniare la fede e quindi vivere la fede e trasmettere la fede attraverso un vissuto forte e una testimonianza nella carità”.

Altra tematica è stata la famiglia. “La società – dice mons. Da Cunha –  vive una grande crisi della famiglia. I giovani non si sposano, i divorzi aumentano come pure la separazione dei giovani dai genitori per andare a studiare e l’allontanamento degli anziani. C’è tutta una situazione di crisi e di cambiamento che hanno provocato molto la comunità ecclesiale”. Altra questione è stata la crisi economia e finanziaria molto grande che ha provocato disoccupazione e migrazione interna all’Europa. “Più recentemente – prosegue da Cunha – stiamo assistendo al fenomeno delle migrazioni di rifugiati che vengono dai paesi in guerra e in povertà. Come affrontare questo? E’ stato per la Chiesa e la società una priorità e una grande sfida. Ho visto quanto la chiesa è impegnata a livello locale in progetti concreti, talvolta poco conosciuti, per trovare soluzioni. Sono esperienze molto vive ma anche molto drammatiche”. Rispondendo poi ad una domanda, mons. Da Cunha ha concluso: “l’Europa è un continente molto diversificato. C’è una grande diversità di modi di vivere e stile di vita. Ed una grande diversità di situazioni economiche”. “Ma il cuore dell’uomo è sempre lo stesso, cerca speranza, un senso che apre ad un risveglio religioso anche nei paesi più secolarizzati che è molto interessante”.

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