Vescovi europei: card. Bagnasco, “non siamo esperti di geopolitica. Il nostro compito è tenere desta la coscienza dell’Europa”

(da Poznań) – La Chiesa non è “un’esperta di geopolitica”. Il suo compito in Europa è “tenere desta la coscienza dei popoli”. È la sottolineatura finale che il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), ha voluto fare in conferenza stampa a Poznań (Polonia) a chiusura dell’Assemblea plenaria dei vescovi europei. “È emersa ripetutamente nella nostra assemblea da parte dei vescovi questa riflessione: la Chiesa che vive nel mondo ma non è del mondo, non è un’esperta di geopolitica. Quindi di fronte a tanti problemi complessi che abbiamo enunciato e di cui molto si può parlare, i vescovi si rapportano come pastori e il compito di noi pastori è quello di annunciare innanzitutto Gesù Cristo che è la pienezza della verità, la sorgente di vero umanesimo”. Compito dunque della Chiesa – ha detto Bagnasco – è quello di “formare le coscienze, cooperare con le realtà terrene, come ci ricorda il Concilio Vaticano II, in tutte le forme, quindi sociali, statali, politiche e associative e di essere coscienza critica, vale a dire profezia. Abbiamo il compito di tenere desta la coscienza nostra e la coscienza degli uomini, degli Stati, delle Nazioni, del popolo, sapendo che questo è il nostro compito anche se non saremmo ascoltati. Ma non è questa la cosa più importante e decisiva, la cosa più importante e decisiva è la fedeltà a Gesù Cristo e al Vangelo”. Bagnasco ha parlato di “giorni intensi di lavoro, di fraternità e di confronto”. I vescovi hanno centrato le loro sessioni di lavoro sul tema della solidarietà e del volontariato. “La solidarietà è un atteggiamento dell’anima, è una visione del mondo”, ha detto l’arcivescovo. E “questo richiede un’opera di educazione e di formazione che non ha mai termine”.

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