Papa Francesco: mons. Sequeri (Pont. Istituto Giovanni Paolo II), “la tenerezza che indica esprime la qualità degli affetti umani”

“La ‘rivoluzione della tenerezza’, simbolicamente rilanciata da Papa Francesco, deve essere intesa anche come un ribaltamento dei suoi significati correnti, ai quali, non raramente, è stato associato – erroneamente – anche lo stile della misericordia e della carità cristiana”. Lo ha detto mons. Pierangelo Sequeri, preside del Pontificio Istituto Teologico “Giovanni Paolo II” per le scienze del matrimonio e della famiglia, intervenendo stamani al convegno “La teologia della tenerezza in Papa Francesco”, in corso ad Assisi. “La tenerezza non è un’emozione passiva e debole dell’amore per la vita: è la forza gentile della sua giustizia, la forma estetica della sua verità: ossia, l’evidenza dell’amore come deve essere”, ha aggiunto mons. Sequeri. Secondo il preside dell’istituto teologico, inoltre, “esprime la nostra capacità di plasmare uno stile personale e relazionale ispirato all’etica degli affetti umani, che mette in circolazione il piacere e la bellezza della loro qualità spirituale”. “E così, diventa habitus virtuoso della convivenza, che resiste con serena fermezza al dilagare della rozzezza del desiderio pulsionale, e restituisce forza alla prossimità che generano e rigenera la vita fra gli uomini”. Guardando al “nostro tempo di competizione esasperata e di aridità relazionale”, mons. Sequeri ha ribadito che “la comunità cristiana deve diventare il luogo della riabilitazione di questa forza gentile, che il Figlio Gesù ha mostrato come lo stile proprio dell’amore di Dio”.

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