Papa Francesco: Manes (biblista), “per comunicare la teologia della tenerezza sceglie un linguaggio semplice”

“Per comprendere la teologia di Francesco occorre considerare la sua tradizione storica e culturale di abitante e pastore di una megalopoli dell’emisfero sud (Buenos Aires) segnata da grandezza, molteplicità culturale e miseria. Da qui la sua teologia del popolo basata sull’ascolto della saggezza popolare e sulla riconciliazione”. Lo ha detto la biblista Rosalba Manes, intervenendo stamani al convegno “La teologia della tenerezza in Papa Francesco”, in corso ad Assisi. Ricordando la “predilezione per l’annuncio inteso come attività più che contenuto”, Manes ha sottolineato la sensibilità di Francesco per la “pluralità delle culture” e “l’opzione preferenziale” per i poveri attraverso “un’azione di trasformazione all’interno di ogni società”. “Per comunicare questa teologia Francesco sceglie un linguaggio semplice, accessibile a tutti e originale grazie a neologismi o termini ricorrenti come ‘lasciarsi misericordiare’, ‘periferie esistenziali’, ‘cultura dell’incontro’, ‘fraternità mistica’”. La biblista lo ha considerato “un linguaggio che raggiunge intelletto e sentimenti, non ha bisogno della mediazione di ermeneuti, mette in guardia dal nominalismo e privilegia il linguaggio metaforico capace di intercettare e coinvolgere fortemente il sentire umano”. Indicando, tra i temi “cari” a Francesco la tenerezza, Manes l’ha considerata “nuova nel magistero di un Pontefice”, “intesa come qualità dell’amore umano, principio dinamico di trasformazione della società e della Chiesa capace di ridisegnare l’architettura dei rapporti interpersonali e incentivo alla comunione con gli altri”.

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