Papa a Piazza Armerina: “toccare le piaghe della Chiesa e della società”

foto SIR/Marco Calvarese

“Considerare le piaghe della Chiesa e della società”. Nel suo primo discorso in terra di Sicilia, visitata per la seconda volta dopo il viaggio a Lampedusa, il Papa sceglie Piazza Armerina per un’analisi dei mali e delle speranze di questa terra. “Non sono poche le piaghe che vi affliggono”, ha detto Francesco chiamandole per nome: “Sottosviluppo sociale e culturale; sfruttamento dei lavoratori e mancanza di dignitosa occupazione per i giovani; migrazione di interi nuclei familiari; usura; alcolismo e altre dipendenze; gioco d’azzardo; sfilacciamento dei legami familiari”. “Di fronte a tanta sofferenza, la comunità ecclesiale può apparire, a volte, spaesata e stanca”, la diagnosi del Papa: “A volte invece, grazie a Dio, è vivace e profetica, mentre ricerca nuovi modi di annunciare e offrire misericordia soprattutto ai fratelli caduti nella disaffezione, nella diffidenza, nella crisi della fede”. “Considerare le piaghe della società e della Chiesa non è un’azione denigratoria e pessimistica”, ha puntualizzato Francesco: “Se vogliamo dare concretezza alla nostra fede, dobbiamo imparare a riconoscere in queste sofferenze umane le stesse piaghe del Signore”. “Guardarle, toccarle”, ha proseguito a braccio: “Toccare le piaghe del Signore, toccare le piaghe nostre, della nostra società, delle nostre famiglie, della nostra gente, dei nostri amici”. “Vi esorto, pertanto, a impegnarvi per la nuova evangelizzazione di questo territorio centro-siculo, a partire proprio dalle sue croci e sofferenze”, la consegna.

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