Papa a Palermo: incontro clero, “sporcarci le mani con i problemi della gente”

“Accompagnare. È la chiave di volta dell’essere pastori oggi”. Così il Papa, durante l’incontro con il clero nella cattedrale di Palermo, ha declinato il secondo verbo mutuato dalla testimonianza di padre Pino Puglisi, che è sepolto in una cappella della navata sinistra. “C’è bisogno di ministri che incarnino la vicinanza del Buon Pastore, di preti che siano icone viventi di prossimità”, l’invito di Francesco: “Poveri di beni e di proclami, ricchi di relazione e di comprensione”. Don Pino, ha fatto notare il Papa, “più che parlare di giovani, parlava coi giovani. Stare con loro, seguirli, far scaturire insieme a loro le domande più vere e le risposte più belle. È una missione che nasce dalla pazienza, dall’ascolto accogliente, dall’avere un cuore di padre e mai di padrone. La pastorale va fatta così, con pazienza e dedizione, per Cristo a tempo pieno”. “Don Pino strappava dal disagio semplicemente facendo il prete con cuore di Pastore”, ha sottolineato il Papa: “Impariamo da lui a rifiutare ogni spiritualità disincarnata e a sporcarci le mani coi problemi della gente. Andiamo incontro alle persone con la semplicità di chi le vuole amare con Gesù nel cuore, senza progetti faraonici, senza cavalcare le mode del momento. La via dell’incontro, dell’ascolto, della condivisione è la via della Chiesa”. Poi le modalità concrete da incarnare nella pastorale: “Crescere insieme in parrocchia, seguire i percorsi dei giovani a scuola, accompagnare da vicino le vocazioni, le famiglie, gli ammalati; creare luoghi di incontro dove pregare, riflettere, giocare, trascorrere del tempo in modo sano e imparare a essere buoni cristiani e onesti cittadini. Questa è una pastorale che genera, e che rigenera il prete stesso”. Non è mancata una parola per le religiose: “la vostra missione è grande, perché la Chiesa è madre e il suo modo di accompagnare sempre deve sempre avere un tratto materno”.

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