Cortile di Francesco: card. Ravasi, “oggi chi sostiene grammatica dell’incontro è in netta minoranza. Più facile declinare la parola scontro”

“Occorre riconoscere che la diversità può far sbocciare due fiori, uno splendido ed uno velenoso. Da un lato crea molteplicità e interculturalità, dall’altro crea disuguaglianza, distanza. In questo periodo storico chi vuole costruire la grammatica dell’incontro si trova certamente in fortissima minoranza; è molto più facile declinare continuamente la parola scontro”. Ne è convinto il presidente del Pontificio Consiglio della cultura, card. Gianfranco Ravasi, che questa sera ha svolto ad Assisi l’intervento di apertura del Cortile di Francesco che avrà luogo nella cittadina umbra il prossimo 21 e 22 settembre sul tema “Differenze”. “L’uomo – ha spiegato Ravasi – è fatto al tempo stesso di differenza e identità. La mancanza della prima è omologante, l’eccesso della seconda crea il fondamentalismo”. Soffermandosi quindi sull’idea dell’elezione presente “in tutte le culture”, il porporato ha precisato che “non è privilegio, ma scelta per una missione: essere cristiano non è un privilegio, è una missione, un impegno, dono e compito”. Con riferimento alla “sola legge per il nativo e il residente in mezzo a noi” e al monito a trattare “lo straniero come colui che è nato tra voi” presenti nella Bibbia, Ravasi ha concluso: “L’elezione dà la missione di costituire un quadro all’interno del quale tutti convivano e i loro diritti vengano tutti ugualmente riconosciuti”.

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