Card. Parolin in Moldova: mons. Buendía (nunzio), “importante evento storico”. Paese “sia ponte tra Occidente e Oriente”

La Moldova “è chiamata ad essere un ponte tra Occidente e Oriente”. Non ha dubbi mons. Miguel Maury Buendía, nunzio apostolico in Moldova. Oggi e domani è nel Paese il Segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, in occasione del 25° di presenza della Chiesa cattolica nella Repubblica della Moldova. La Chiesa cattolica locale, spiega il nunzio, “è una piccola comunità, ma è per questo anche un germe e un segno di speranza. La Chiesa cattolica, cioè la Chiesa universale, è diffusa in tutto il mondo ed i migranti moldavi emigrando”, trovano ovunque “comunità cattoliche con radici “. Per Parolin si tratta della prima visita nel Paese, spiega, per “celebrare, per così dire, come in una famiglia, come si celebrano compleanni e anniversari”. La sua presenza “è già un importante evento storico” che “riconosce la missione a cui la Moldavia è chiamata ad essere un ponte tra Occidente e Oriente, i due polmoni dell’Europa di cui parlava San Giovanni Paolo II”. Parlando di speranza, mons. Buendía sostiene che essa deve “essere basata sulla realtà di ciò che ciascuno è. Il popolo moldavo da secoli ha valori importanti. Sia orgoglioso e fedele a questi valori. Su questo è possibile costruire il futuro, su queste radici cristiane, su queste radici di onestà, lavoro e generosità”. La gente “ha avuto esperienze storiche traumatiche e si trova in una situazione economica insoddisfacente, ma la risposta deve venire da lì, da ciò che è ciascuno, da lì arriva la speranza, una speranza che ha una base, in particolare la base è la fede in Dio. Se qualcuno è con il Signore, tutto può essere fatto, può andare avanti”. Di qui l’esortazione ai fedeli “a essere persone di preghiera, contemplative”.

 

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