Sergio Marchionne: mons. Nosiglia (Torino) , esempio di cui la città ha bisogno “per scuotersi dalla rassegnazione”

Il messaggio e l’esempio lasciati da Sergio Marchionne, l’ad di Fiat-Fca morto a fine luglio e del quale oggi si è celebrata una messa in suffragio presieduta dall’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, valgono anche per Torino. È uno dei passaggi cruciali dell’omelia pronunciata da Nosiglia che ha precisato come Marchionne abbia insegnato “a non perdere mai la speranza” e che “di questa speranza che Torino oggi ha bisogno per scuotersi dalla rassegnazione. Come nella parabola, non può bastare neppure a noi oggi limitarci a custodire i talenti acquisiti nel tempo: dobbiamo invece camminare con convinzione e speditamente verso un avvenire in cui tutte le componenti della città, industriali ed economiche, politiche e culturali, religiose e sociali condividono con gli altri ciò che hanno di più prezioso, per superare uniti l’opaca stagione che stiamo vivendo”.
L’arcivescovo ha quindi fatto alcuni esempi concreti. “Questo – ha detto parlando della necessità di scuotersi -, sarà possibile solo se sapremo abbattere le barriere che ancora esistono tra le ‘due città’: tra centro e periferia, tra chi sta bene e chi sta male. È questa utopia della speranza basata su garanzie concrete di occupazione e di sviluppo innovativo che mi auguro possa continuare a Torino ad essere considerata una scelta irreversibile”.
Nosiglia ha quindi esteso il ragionamento spiegando che “anche oggi, come ogni giorno della nostra vita, siamo chiamati a costruire il futuro: ciascuno di noi come singolo individuo, e tutti insieme come comunità che condivide lo stesso territorio. I nostri progetti, le scelte che facciamo, sono la ‘domanda sui talenti’ che il Signore ci pone. Ma il suo giudizio non è in relazione soltanto con le nostre scelte terrene, e tanto meno sul successo di questa o quella strategia. Il mistero della morte ci sovrasta in ogni momento, è l’orizzonte a cui non possiamo non guardare”.
Alla messa nella cattedrale a Torino hanno partecipato, oltre alla famiglia di Marchionne, anche molti esponenti della famiglia Agnelli, gli attuali vertici del gruppo Fca, numerosi grandi nomi dell’economia ma anche gente comune e numerose delegazioni di operai provenienti dai diversi stabilimenti italiani del gruppo. Presenti anche il prefetto, Renato Saccone, il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, la sindaca Chiara Appendino.

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