Italia: ricerca Iref, “multiforme” anche nel voto. Dinamismo economico non fa necessariamente rima con dinamismo elettorale

Le “Cinque Italie” socio-economiche individuate dalla ricerca Iref presentata a Trieste nel corso del 51° Incontro nazionale di studi delle Acli (fino a domani), sono “multiformi anche nel voto politico”, si legge nell’indagine. Nell’industrioso Nord l’alternativa al bipolarismo classico è rappresentata dalla “trasformazione della Lega in un partito di massa portatore del vento del cambiamento” mentre “nel Sud l’alternativa al bipolarismo classico è il populismo di massa del M5s”. Non sfugge, sottolinea l’Iref, “come il centro del programma politico del M5s sia la lotta alla disoccupazione e alla povertà e l’abolizione dei privilegi che tanta disuguaglianza hanno prodotto negli ultimi decenni all’interno del nostro Paese”. Tornando però all’Italia delle Comunità prospere e dei Poli dinamici non metropolitani (al netto cioè di Milano e Roma), la ricerca fa notare che, “paradossalmente, dal punto di vista elettorale e politico queste realtà si connotano per uno scarso dinamismo elettorale, con una coalizione che vince senza grande sforzo rispetto alla sfidante, all’interno di uno schema bipolare classico centro-sinistra e centrodestra in cui la parte del leone viene recitata dalla nuova veste della Lega, partito ‘conservatore-riformista’ e di riferimento della coalizione”. Per l’Iref, “l’Italia non fa eccezione neanche in politica: a un dinamismo elettorale in contesti di sviluppo economico, fa da contraltare un dinamismo elettorale in contesti regressivi; a una relativa stasi elettorale, e quindi continuità politica, in territori benestanti e inclusivi, fa da contraltare una stasi elettorale, e quindi una continuità politica, in territori in profonda crisi economica e sociale”.

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