Filippine: in arrivo il tifone Mangkhut. Oxfam, “a rischio 4 milioni di persone”. Inviato un team per assistere la popolazione

Oxfam e i suoi partner locali sono pronti a intervenire per far fronte alla possibile emergenza che si genererà con il passaggio del super tifone Mangkhut (conosciuto anche con il nome Ompong), atteso nelle Filippine già nelle prossime ore con raffiche di vento fino a 250 km orari.
Il tifone, secondo il Centro meteorologico nazionale, potrebbe causare nella mattina di sabato frane a nord di Cagayan mentre sta accumulando forza. Potrebbe essere il più forte a colpire il Paese quest’anno. Una seria minaccia secondo il Governo filippino, che potrebbe chiedere immediata assistenza internazionale per fronteggiare una potenziale catastrofe. Secondo le stime del Consiglio nazionale filippino per la riduzione e il controllo delle calamità, il super-tifone nel suo percorso distruttivo potrebbe impattare in un’area dove vivono 4,3 milioni di persone. “Temiamo possibili frane a causa del territorio montuoso a nord di Luzon e alluvioni provocate dalle piogge torrenziali previste nella parte settentrionale dell’isola – ha detto Paolo Pezzati, portavoce per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia – Pesanti precipitazioni sono attese anche nella zona occidentale. Siamo preoccupati per le comunità che stanno ancora facendo i conti con le conseguenze delle piogge monsoniche che hanno colpito l’area a luglio e agosto”. Oxfam invierà operatori sul campo per supportare i partner locali. Un team è partito oggi per Tuguegarao e un’altra squadra lo farà nei prossimi giorni per valutare i diversi bisogni della popolazione nelle aree più a rischio. Insieme ai partner – Humanitarian response consortium e Citizens ‘Disaster response center – sono pronti a fornire, “beni di prima necessità, acqua pulita, cibo e servizi igienico-sanitari alla popolazione colpita – ha aggiunto Pezzati – Abbiamo una forte capacità di risposta nel Paese con un team di esperti al lavoro sul campo. In queste ore stiamo lavorando a stretto contatto con il governo e le altre organizzazioni per mitigare il potenziale impatto sulla popolazione, con particolare attenzione alla tutela e alla protezione delle fasce più deboli, soprattutto donne e ragazze, verso cui stiamo predisponendo una risposta mirata nelle diverse fasi dell’emergenza”.

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