Ecuador: mons. Voltolini (Portoviejo) lascia il ministero episcopale per diventare monaco trappista: “Non fuggo dal mondo, ma sarò presente nel mondo in modo diverso”

Mons. Lorenzo Voltolini, arcivescovo di Portoviejo, lascia la guida della diocesi ecuadoregna per diventare monaco trappista. L’annuncio è stato fatto quest’oggi a mezzogiorno, in contemporanea con la pubblicazione – da parte della Santa Sede – dell’accettazione da parte di Papa Francesco delle dimissioni che mons. Voltolini aveva presentato al Papa ancora a luglio scorso. Originario di Poncarale (Brescia), mons. Voltolini ha guidato la diocesi di Portoviejo per undici anni. “Ho 70 anni – ha detto questa mattina annunciando la sua decisione – di questi ne ho trascorsi 25 qui a Portoviejo. Ho 44 anni di sacerdozio, di cui quasi 25 come vescovo. Mi sento stanco. Penso che molti lo abbiano notato. Soprattutto dopo il terremoto del 2016, che ha sconvolto il ritmo della mia vita e quello dell’intera arcidiocesi. Penso sia saggio lasciare ad altri, più giovani e capaci, il compito di amministrare una Chiesa locale come questa, che è in crescita”. La scelta di entrare a far parte dell’ordine trappista non è stata casuale. “Dal 2007 ho frequentato regolarmente ogni anno il monastero trappista di Santa Maria del Paradiso a Salcedo in Cotopaxi (Ecuador), vicino alla parrocchia a Latacunga, dove per 14 anni sono stato parroco. Nel 2014 ho presentato al superiore del monastero una richiesta ufficiale per poter entrare a far parte della comunità monastica, non come ospite ma come monaco della comunità. Al momento della rinuncia, ho presentato anche questo mio desiderio al Santo Padre e mi è stata concessa questa grazia, per cui a novembre entrerò in monastero per diventare monaco. E questo avverrà nel monastero di Santa Maria del Paradiso”. Mons. Voltolini, prima iniziare il periodo di noviziato, spera di poter tornare ancora una volta in Italia. “Magari per ricordare i 25 anni di episcopato, per poter salutare tutti – ha detto – perché non so se, diventato monaco (senza smettere di essere vescovo, naturalmente), potrò ancora tornare in Italia”. Mons. Voltolini ha chiesto a tutti di pregare per lui, assicurando a sua volta le sue di preghiere, “che nel monastero – ha aggiunto – occupano più di cinque ore al giorno”. “Quando sono venuto in Ecuador – racconta – non pensavo proprio che sarei entrato in monastero, ma la vita missionaria e quella da vescovo mi hanno fatto capire che, senza preghiera e vita interiore, la Chiesa non sopravvive e non progredisce. Ora sarò a disposizione di tutti più che da sacerdote e da vescovo, perché con la vita contemplativa potrò raggiungere tutti nel Signore con un aiuto che rinfrancherà voi e preparerà me all’incontro con Dio per sempre”. “Il superiore della comunità che mi ospiterà – ha proseguito mons. Voltolini – un giorno mi ha detto scherzando: lei che è stato tanto tempo vescovo, venga in monastero per morire come cristiano. Quando ho sentito queste parole, mi sono detto: questo è per me. Ed ora il Signore lo sta realizzando. Non fuggo dal mondo, ma entro nel mondo da una dimensione diversa, la dimensione di Dio. Con san Filippo Neri dico di tutto cuore: preferisco il paradiso”.
Sempre quest’oggi, Papa Francesco ha nominato amministratore di Portoviejo mons. Eduardo José Castillo Pino, vescovo ausiliare della diocesi di Portoviejo.

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