Economia: Delrio (capogruppo Pd Camera), “combattere degenerazioni finanziarie”

“Stiamo continuando a suscitare emozioni nel Paese. Bisogna stare attenti perché se sbagli la diagnosi la terapia diventa molto complicata”. Il monito è di Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera, intervenuto questa sera all’Incontro nazionale delle Acli a Trieste. “Un certo tipo di capitalismo e la finanziarizzazione dell’economia hanno determinato la peggiore crisi economico-finanziaria dal 1929” e  “un Paese di per sé fragile di fronte ad uno tsumani di questo tipo fa fatica a riprendersi, anche perché è mancata un’equa ridistribuzione di quel po’ di ricchezza che nonostante tutto è stata prodotta”. “Occorre mettere in campo dei meccanismi di compensazione”, ha ammonito Delrio sottolineando che “il Papa e il Vaticano hanno fatto un lavoro molto serio sulle degenerazioni finanziarie dell’economia che dobbiamo combattere” mentre “il nostro sistema concentra sempre più la ricchezza in poche mani. Capisco la semplificazione fiscale e la riduzione fiscale sulle imprese, ma non comprendo la flat-tax”. Bene il recupero del piano periferie “assicurato dal premier”, ma per il capogruppo Pd occorrono inoltre “un piano contro il dissesto idrogeologico e un piano di investimenti per il Paese”. E poi un mea culpa: in questo clima di incertezza e insicurezza generale “il mio partito non è riuscito a far sentire alla gente che poteva contare su di noi. Non c’è solo il tema economico, oggi c’è tanta rabbia e tanta incapacità di gestire i conflitti perché mancano i corpi intermedi. L’associazionismo è fondamentale; siamo tutti interdipendenti gli uni dagli altri, viviamo di relazioni”. Il mio partito, ha concluso, “non ha insistito abbastanza sul fatto che più della competizione conta la cooperazione. Dobbiamo lavorare per una società più inclusiva, essere popolari senza essere populisti”.

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