Crollo ponte Morandi: card. Bagnasco (Genova), “ristabilire presto e migliorare le vie e il ponte perché la gente e la città vivano”

“La città spaccata in due fa parte delle nostre giornate fatte di lavoro, di comunicazione, di traffico: potremmo dire che sta entrando nella nostra carne, ma non vogliamo abituarci a questa lacerazione. Ristabilire presto e migliorare le vie e il ponte è necessario perché la gente e la città vivano, ed è anche simbolo del nostro bisogno di incontrarci, di guardarci negli occhi, di coltivare appartenenza al territorio dove si vive. I quartieri esistono per le comunità, e la Città è il grande quartiere di tutto un popolo”. Così il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, nell’omelia per la solenne celebrazione eucaristica in memoria delle vittime del crollo del Ponte Morandi, che si è tenuta nella cattedrale a un mese dalla tragedia alla presenza di tutti sacerdoti dell’arcidiocesi. L’omelia è stata letta da mons. Nicolò Anselmi, vescovo ausiliare, in quanto il cardinale è impegnato in Polonia con i lavori del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa di cui è presidente. “Sono addolorato di non poter essere fisicamente presente nella mia Città in questo momento di rinnovata preghiera”, scrive il card. Bagnasco, che aggiunge: “La croce getta la sua luce nel buio delle nostre sofferenze, ma anche delle gioie, di ogni situazione dell’umana esistenza. Proprio perché il cristianesimo è la religione del Dio incarnato, il Signore non è lontano dalle nostre vicende, ci è accanto e sostiene i nostri passi specialmente quelli più difficili”. La croce di Cristo, prosegue, “ci invita a sollevare i cuori verso la meta, a rimettere le cose al loro giusto posto; ci sospinge a stare vicini gli uni agli altri, a parlarci per trovare il meglio senza pregiudizi, a stimarci senza rancori, a guardare nell’unica direzione che conta e che resta: il bene vero della gente, che è il bene di tutti”.

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