Papa a Piazza Armerina e Palermo: Consulta regionale aggregazioni laicali, “nostro impegno contro ogni forma di sopruso malavitoso”

“Santità, la sua presenza in Sicilia ci incoraggia a essere sentinelle della coscienza, a mantenere desto il nostro impegno contro ogni forma di sopruso malavitoso e contro ogni latitanza personale, comunitaria ed istituzionale per rendere questa nostra Sicilia, con la sua mirabile bellezza, culla d’amore e di accoglienza solidale, baluardo di civiltà”. Così la Consulta regionale delle aggregazioni laicali in una lettera indirizzata a Papa Francesco alla vigilia della sua visita alle diocesi di Piazza Armerina e di Palermo. La missiva, a firma del segretario generale Stefano Vitello, presenta al Papa il desiderio dei laici di Sicilia di “proseguire sulla strada percorsa dal beato Pino Puglisi e dal servo di Dio Rosario Livatino: annunciare il Vangelo e resistere a ciò che lede la dignità dell’uomo e tendere sempre con coraggio, onestà intellettuale e linearità comportamentale al bene comune. Il sonno della coscienza – scrive la Cral – genera e facilita la nascita di miraggi, idolatrie, stili di pensiero e di vita che sviliscono il senso della storia, arrecando morte e odio”. La visita pastorale del Papa in Sicilia è, poi, occasione propizia non solo per “rinnovare la comunione con il successore di Pietro”, ma anche per “rigenerare il nostro impegno di laici in questa terra molto ricca di tradizioni e valori umani e cristiani, ma nello stesso tempo lacerata da contrasti sociali acuti e gravi e da contraddizioni economiche”. Chiedono di intercedere perché resti vivo in loro “desiderio di essere delle sentinelle in preghiera, perché l’impegno senza radici nella preghiera offre agli altri solo mani deboli, impotenti, vuote”. Dal canto suo, la Consulta regionale delle aggregazioni laicali, dopo aver espresso “la profonda gratitudine per lo straordinario impegno pastorale” che “nessuno potrà ostacolare e impedire”, assicura la propria preghiera per il Papa affinché “il Signore che dia forza e salute per continuarci ad ammaestrare alla scuola della Parola di Dio, Signore della storia e della vera vita”.

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