Papa Francesco: udienza, “aprirsi alla misericordia di Dio” per non “essere schiavi di se stessi”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Esiste riposo in queste condizioni? Un uomo recluso o oppresso può restare comunque libero? E una persona tormentata da difficoltà interiori può essere libera?”. Sono gli interrogativi posti dal Papa, nella sua seconda catechesi, dedicata al terzo comandamento. “Ci sono persone che, persino in carcere, vivono una grande libertà d’animo”, ha osservato Francesco: “Pensiamo, ad esempio, a San Massimiliano Kolbe, o al Cardinale Van Thuan, che trasformarono delle oscure oppressioni in luoghi di luce. Come pure ci sono persone segnate da grandi fragilità interiori che però conoscono il riposo della misericordia e lo sanno trasmettere”. “La misericordia di Dio ci libera”, ha esclamato il Papa a braccio: “E quando tu ti incontri con la misericordia di Dio, hai una libertà interiore grande, e anche sei capace di trasmetterla. Per questo è tanto importante aprirsi alla misericordia di Dio per lasciare di essere schiavi di noi stessi”.

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