Mondo di mezzo: Libera, “il primo e imprescindibile strumento rimane il risveglio delle coscienze”

“Il Mondo di Mezzo è mafia. Il riconoscimento dell’associazione per delinquere di stampo mafioso, prevista dall’articolo 416 bis del codice penale, nella sentenza di secondo grado confermano quello che abbiamo sempre detto durante il processo: siamo davanti a presenze corruttive rafforzate da condotte mafiose confermate dalla lettura delle carte processuali e delle intercettazioni trascritte che raccontano di una Capitale con ferite profonde, dove la corruzione, il mercimonio della cosa pubblica, una criminalità violenta e predatoria, ha inquinato e condizionato il tessuto sociale, politico ed economico”. È il commento di Libera alla sentenza della terza Corte di appello di Roma che “invita tutti a continuare ad impegnarci sempre di più consapevoli che le presenze mafiose e i fenomeni di corruzione, che interessano questo territorio come ormai la maggior parte delle zone del Paese, si contrastano con la repressione e gli strumenti giudiziari, ma il primo e imprescindibile strumento rimane il risveglio delle coscienze, l’orgoglio di una comunità che antepone il bene comune alle speculazioni e ai privilegi, contrastando in tutte le sedi la criminalità organizzata e i suoi complici”.

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