Germania: anticipazioni “Der Spiegel” studio su abusi nella Chiesa. Mons. Ackerman, “atto irresponsabile”

“Mi dispiace che lo studio fin qui riservato e quindi il risultato di quattro anni di lavoro di ricerca sul tema degli ‘Abusi sessuali su minori da parte di sacerdoti cattolici, diaconi e religiosi nell’ambito della Conferenza episcopale tedesca’ condotto dal gruppo di ricerca guidato dal dottor Harald Dreßing (Istituto centrale per la salute mentale di Mannheim) sia stato pubblicato oggi dai media. Il fatto è tanto più increscioso, in quanto finora nemmeno i membri della Conferenza episcopale tedesca hanno potuto conoscere lo studio completo”. Lo scrive il vescovo di Treviri, mons. Stephan Ackermann, che è responsabile per le questioni legate agli abusi sessuali nella Chiesa per la Conferenza dei vescovi tedeschi. Il riferimento è al fatto che oggi “Der Spiegel” ne ha pubblicato alcune anticipazioni. Questo gesto “irresponsabile” è un “duro colpo” soprattutto per le vittime coinvolte, scrive il vescovo. Il tema è per altro nell’ordine del giorno dell’Assemblea plenaria d’autunno (24-27 settembre) che analizzerà lo studio e ne discuterà le conseguenze. Doveva anche prendere la decisione di attivare una linea di consulenza telefonica per coloro che si sentiranno feriti dallo studio e che quindi avranno bisogno di parlare con qualcuno, spiega mons. Ackermann, annunciando oggi che la linea telefonica è già attiva. I fatti esaminati dallo studio – di cui i vescovi “sono consapevoli” – sono “opprimenti e vergognosi”. Lo studio, cominciato quattro anni fa, ha coinvolto le 27 diocesi tedesche “per ottenere una maggiore chiarezza e trasparenza su questo lato oscuro nella nostra Chiesa” e per fare in modo che questi atti “non si possano ripetere”. I risultati, ribadisce mons. Ackermann, “forniscono una visione più profonda delle azioni dei perpetratori e del comportamento dei responsabili della Chiesa negli ultimi decenni”. E conclude: “Lo studio è una misura che dobbiamo non solo alla Chiesa, ma soprattutto e in primo luogo alle persone colpite”.

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