Teologia e saperi: Diodato (Univ. Cattolica), “sapere teologico in dialogo” con filosofia e scienza “per rispondere a domanda di senso”

“Il sapere teologico, se preso sul serio, soffia come dal basso una sorta di vento inquieto potenzialmente destabilizzante” le forme cristallizzate “del pensiero, investendo non soltanto il sapere filosofico, che pure storicamente in Occidente definisce i quadri concettuali all’interno dei quali si muovono in autonomia metodologica i differenti saperi, ma coinvolge anche direttamente gli altri saperi, considerando la trama sistemica che li connette in una dimensione dialogica orizzontale inter e trans-disciplinare che sempre più tenderà a dispiegarsi, anche per rispondere a una domanda complessiva di senso che viene generata ma non colmata dai singoli saperi”. Lo sostiene Roberto Diodato, docente di estetica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nella parte conclusiva del suo intervento, questa mattina, al seminario “Teologia e saperi, l’importanza del dialogo” che riunisce a Caravaggio (diocesi di Cremona ma provincia di Bergamo ) dal 10 al 13 settembre i docenti di teologia e gli assistenti pastorali dell’Ateneo. Per il relatore, “esiste infatti una richiesta di senso implicita nei saperi scientifici, richiesta che implica l’orizzonte del desiderio e del valore, come se fossero spinti da un vento che proviene da altrove. Si tratta dell’infinita rivoluzione provocata dall’inesauribile verità del mistero”. Anche la teologia, conclude, “per rispondere alla vocazione che la distingue, la comprensione di Dio alla luce dell’incarnazione, si trova coinvolta nel viaggio dell’umano nella storia” che “si esprime nelle complesse logiche dei saperi scientifici, nei loro codici e linguaggi, in dialogo con le novità scientifiche che conducono a una comprensione sempre più ampia e articolata della creazione”.

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