Parlamento Ue: dibattito su situazione in Ungheria. Accuse circostanziate al governo Orban, domani voto per procedura art. 7

Judith Sargentini

(Strasburgo) Dibattito acceso, dai toni a tratti aspri, quello in corso al Parlamento europeo a Strasburgo. Il tema è la situazione in Ungheria: il governo di Viktor Orban – presente in emiciclo – rispetta o meno i valori europei? Bisogna attivare o meno la procedura dell’articolo 7 del Trattato Ue verso quei Paesi che non rispettano le norme essenziali dello stato di diritto e della democrazia? L’emiciclo voterà domani una risoluzione in tal senso. Il testo è stato presentato dall’eurodeputata olandese Judith Sargentini. “Il governo Orban – ha detto – ha imbavagliato i media e il sistema accademico, ha violato alcune norme della democrazia fra cui l’indipendenza della magistratura, ha preteso di decidere quali fedi religiose possono essere praticate nel Paese”. La relazione mette in luce una serie infinita di presunte violazioni al Trattato Ue. “Singoli personaggi al governo – ha accusato Sargentini – si sono arricchiti con i fondi comunitari”. “È in corso una erosione strutturale dello Stato di diritto in un Paese membro, eppure molti governi europei hanno preferito girare lo sguardo altrove. Ora la procedura secondo l’art. 7 è inevitabile”. Accuse circostanziate al governo di Budapest sono giunte anche dai presidenti di quattro commissioni parlamentari (bilancio, cultura, affari costituzionali e diritti-uguaglianza di genere), e tutte hanno richiesto, a maggioranza, la procedura articolo 7.

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