Migranti: Centro Astalli, “100 morti al largo della Libia, orrore ignorato per giorni”

“Purtroppo paghiamo un prezzo altissimo in termini di vite umane per l’insufficienza di operazioni di soccorso in mare, dopo che tutte le Ong presenti sono state costrette a cessare la propria attività di ricerca e soccorso. Se non si varano subito nuove politiche europee che mettano al centro la vita e la dignità delle persone, purtroppo questo rischia di essere forse il primo di una tragica serie di naufragi di cui sarà sempre più difficile avere notizie”: commenta così p. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, la notizia riferita da Medici senza frontiere – “un orrore ignorato per giorni” – secondo cui oltre 100 persone sarebbero morte in un naufragio al largo della Libia il 1° settembre. Tra le vittime, ci sarebbero anche venti bambini tra cui due piccoli di 17 mesi. Solo due corpi sono stati recuperati. Secondo le informazioni raccolte, due gommoni erano partiti la mattina dalla Libia con a bordo oltre 160 persone ciascuno: si tratta di sudanesi, maliani, nigeriani, camerunesi, ghaniani, libici, algerini ed egiziani. “Chiediamo l’attivazione immediata di canali umanitari per chi ha diritto di chiedere asilo in Europa – afferma padre Ripamonti -, visti e quote d’ingresso che permettano di gestire in sicurezza i flussi migratori verso l’Unione europea e, nell’immediato, un’operazione adeguata che salvi chi è costretto a fuggire da una Libia in fiamme”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa