Fame nel mondo: Oxfam, “uno scandalo in aumento per il terzo anno di fila, un passo indietro di dieci anni”

“Siamo sgomenti nel constatare che per il terzo anno consecutivo la fame nel mondo è in crescita”. Questo il commento di Winnie Byanyima, direttrice di Oxfam International alle cifre del rapporto pubblicato oggi dalle Nazioni Unite su nutrizione e sicurezza alimentare. “Siamo tornati indietro di dieci anni – aggiunge –. Mai come ora abbiamo la certezza che la fame è un prodotto dell’azione umana che alimenta povertà e disuguaglianze, guerre, malgoverno, sprechi e cambiamento climatico. Per sconfiggere definitivamente questo inaccettabile stato di cose, ci vuole lo stesso impegno politico che stiamo mettendo nel lasciare intere comunità morire di fame. Dobbiamo fare di più per spingere i nostri governi a lavorare affinché ogni cittadino possa avere accesso, in modo sicuro e economico, al cibo necessario per sopravvivere. Questo – continua Byanyima – significa raddoppiare gli sforzi per risolvere i conflitti, ridurre il consumo di energie fossili e sostenere l’adattamento dei Paesi poveri ai cambiamenti climatici. Sappiamo cosa va fatto. È solo questione di volontà politica”. Sono 821 milioni di persone nel mondo vittime della fame nel 2017, 6 milioni in più rispetto al 2016. Cifre queste che fanno apparire sempre più lontano l’obiettivo “fame zero” nel 2030. “Per ogni agricoltore che perde il proprio raccolto a causa di tempeste imprevedibili e per ogni allevatore che vede il proprio bestiame morire di fame durante la siccità, si allontanano le probabilità di tenere fede agli impegni assunti da tutti i Governi per raggiungere l’obiettivo ‘fame zero’ nel 2030 – aggiunge Giorgia Ceccarelli, policy advisor per la sicurezza alimentare di Oxfam Italia –. L’anno scorso assieme ai nostri partner abbiamo lavorato in oltre 35 Paesi, tra i quali Yemen, Bangladesh e Sud Sudan, per fornire aiuti alimentari alle popolazioni più vulnerabili”. “Continueremo a combattere per ognuna delle persone che ancora soffrono la fame. Per noi non sono numeri ma la nostra ragion d’essere – conclude Byanyima –. Hanno bisogno di soluzioni concrete e durature, non solo di una ciotola di cibo”.

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