Diocesi: Modena, riapertura abbazia di Nonantola. Don Zironi, “sei anni di sofferenza senza la basilica”

“L’abbazia è mancata tantissimo a tutti i nonantolani, sono stati sei anni sofferti per non poter entrare. È la chiesa più cara, ancor più delle parrocchiale, qui oltre ai matrimoni e alle cresime ci sono tante persone che passano per una preghiera semplice, per una sosta”. Lo ha detto don Alberto Zironi, parroco di Nonantola e priore del capitolo della concattedrale, durante la conferenza stampa di presentazione delle iniziative in programma domenica 16 settembre per la riapertura della chiesa dell’arcidiocesi di Modena-Nonantola. A sei anni dal terremoto che ha colpito l’Emilia nel maggio 2012 e a due anni e mezzo dall’inizio dei lavori (aprile 2016), l’abbazia fondata nel 752 da domenica tornerà a essere aperta al culto con l’apertura della Porta Santa per l’Anno Santo giubilare – fino al 31 dicembre 2019 – concesso da Papa Francesco. “È importante per noi – ha continuato don Alberto – per la comunione dei santi – qui ne sono sepolti sette – per riprendere una narrazione delle loro vite”. Le sepolture sono dei papi San Silvestro I, cui è dedicata la basilica abbaziale, e Sant’Adriano III, dei martiri Senesio e Teopompo, delle vergini Fosca e Anseride, oltre a san Anselmo, primo abate. L’abbazia nasce benedettina, dal XVI secolo diventa cistercense, quindi da metà XVIII secolo è diocesi autonoma fino al 1986.
“È un momento molto atteso, sono stati fatti tanti lavori. Sia per far risplendere quanto era stato annerito dal tempo, sia per ridare il giusto significato alle opere realizzate. È stato un lavoro di squadra molto importante, con un obiettivo condiviso fra tutti quanti”, ha concluso don Zironi.

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