Diocesi: Modena, per la riapertura dell’abbazia di Nonantola spesi 1 milioni 678mila euro. Individuato il perimetro della chiesa dell’VIII secolo

Un restauro articolato quello che ha riguardato l’abbazia di Nonantola colpita dal sisma del maggio 2012. Ha riguardato sia il ripristino a seguito del terremoto sia interventi per il restauro dell’edificio e delle opere d’arte. Costo complessivo dei lavori: 1 milione 678mila euro, dei quali 1 milione e 200mila da fondi regionali per la ricostruzione post-sisma, 250mila con gli sms solidali destinati dal Comune all’abbazia, 130mila da fondi dell’8xmille della Cei, 80mila da istituti bancari e offerte di privati, 18mila donati da municipalità e parrocchia di Radolfzell (Germania), con cui Nonantola è gemellata spiritualmente per la custodia e la venerazione dei santi martiri Senesio e Tepompo. Il terremoto ha messo in evidenza criticità della struttura che hanno riguardato in primis interventi sulla copertura e per il risanamento della muratura.

“Nei muri, che hanno uno spessore che varia dagli 80 ai 120 centimetri, sono stati inseriti due chilometri di cavi di acciaio armonico completamenti nascosti alla vista. Mentre le capriate di legno, inclinate dal sisma, le abbiamo collegate alla muratura”, lo ha detto l’ingegner Augusto Gambuzzi, direttore dei lavori. “È stata anche l’occasione – ha aggiunto l’architetto Vincenzo Vandelli, progettista del restauro – di fare un’analisi di tutte le superfici della chiesa. È così che abbiamo individuato il perimetro della chiesa costruita da sant’Anselmo nell’VIII secolo, che si trova proprio sotto alla navata centrale. Auspico che queste indagini possano servire in futuro per nuovi interventi”.
I lavori sono stati promossi e coordinati per l’arcidiocesi di Modena-Nonantola dall’ufficio ricostruzione post-sisma e dall’ufficio beni culturali ecclesiastici, in collaborazione con il Museo benedettino e diocesano d’arte sacra di Nonantola, con la supervisione della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara, e della struttura tecnica del commissario delegato Stcd e del servizio geologico sismico e dei suoli della Regione Emilia-Romagna.

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