Crisi economica: Consulta Antiusura, “non se ne esce se non si risolve sovrindebitamento delle famiglie”

“Non si può uscire dalla crisi economica se non si risolve il grande tema del sovrindebitamento delle famiglie italiane. L’azzardo è una delle cause”. È quanto si legge in una nota della Consulta nazionale Antiusura stilata stamani, al termine di un convegno, organizzato dalla Consulta nazionale Antiusura e dalla Fondazione Antiusura durante la Fiera del Levante. “Con una politica programmata che offra una possibilità di pareggio di bilancio, ponendo la garanzia dello Stato, l’impegno del sistema di welfare e la partecipazione comunitaria, sull’esempio della metodologia delle Fondazioni antiusura, e accompagnando le famiglie ad adottare un piano fattibile di ‘rientro’, è possibile individuare una strategia d’uscita”, ha dichiarato Maurizio Fiasco, consulente della Consulta nazionale Antiusura. A tracciare il bilancio dell’esperienza delle fondazioni antiusura, il presidente nazionale della Consulta, mons. Alberto D’Urso: “Alle nostre fondazioni si rivolgono migliaia e migliaia di persone indebitate – ha spiegato – che hanno bisogno di aiuto che viene sempre assicurato grazie alla opera di tanti volontari che riempiono i vuoti che le istituzioni non riescono a coprire. C’è bisogno di interlocutori sensibili e formati attenti del mondo politico e delle istituzioni che davvero intendono perseguire il bene comune e della persona dando vita a una economia di comunione e di solidarietà, alla quale ci esorta anche Papa Francesco”. In particolare per quanto riguarda l’azzardo, si è discusso del decreto dignità che vieta la pubblicità del gioco sui media, ma Attilio Simeone, coordinatore nazionale del Cartello “Insieme Contro l’Azzardo”, ha affermato che “il decreto dignità traccia la strada ma non ci soddisfa. Sono necessari interventi strutturali per abbattere il consumo. È ora di rivedere le convenzioni con le concessionarie”.

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