Consiglio d’Europa: mons. Gallagher, tre sfide ai diritti umani e possibili risposte. Il nodo della libertà religiosa

(Strasburgo) Tre “sfide maggiori” si pongono oggi “al riconoscimento dell’universalità dei diritti umani”, secondo mons. Gallagher. Tali sfide, ampiamente descritte nel suo intervento al Consiglio d’Europa, sono: “un modello di sviluppo sociale non sufficientemente inclusivo; le derive legate al crescente pluralismo culturale; le persistenti e gravi violazioni dei diritti umani che si registrano in diverse parti del mondo”. Quindi l’indicazione di “alcune piste di risposta dal particolare punto di vista della Santa Sede”. Per quanto riguarda la prima delle sfide segnalate, quella relativa al modello non sufficientemente inclusivo di sviluppo sociale oggi in atto, “ritengo fondamentale il rimando ad un aspetto qualificante della Dichiarazione universale: la simultanea affermazione dei diritti ‘politici e civili’ e di quelli ‘economici, sociali e culturali’. Mi pare un punto essenziale, e spesso dimenticato: è vero che la protezione e promozione dei primi ha dinamiche diverse da quella dei secondi, tuttavia”, ha spiegato mons. Gallagher, “nessuna delle due categorie può fiorire senza l’altra”. Da qui il richiamo allo “sviluppo umano integrale” che Paolo VI riassunse, “più di cinquant’anni fa, nella formula: sviluppo di ogni uomo e di tutto l’uomo”. Il che significa “attenzione prioritaria a tutti gli esseri umani in situazione di debolezza, a rischio di essere semplicemente scartati, dai poveri ai disoccupati, dai migranti ai giovani privi di istruzione, dalle donne vittime di violenza, agli anziani che vivono in solitudine, ai bambini non ancora nati, ai disabili: un’attenzione che si concretizza nella vasta gamma di impegno caritativo e sociale che la Chiesa cattolica e le Ong di ispirazione cattolica continuano ad assumere nel mondo”.
Inoltre, sviluppo integrale significa “sviluppo di tutto l’uomo”, “dell’uomo cioè in tutte le dimensioni che lo costituiscono: a partire dai bisogni elementari di sopravvivenza, al diritto all’educazione, alla possibilità di partecipare alla vita comunitaria, alla necessità di vivere liberamente la propria fede e il proprio credo. Forse ci dimentichiamo facilmente come la promozione di un umanesimo integrale sia un elemento essenziale alla crescita delle società democratiche. L’obiettivo di promuovere le libertà fondamentali di ogni persona è inseparabile da quello di costruire una società giusta: è questo un riflesso dell’universalità dei diritti”.
“Passando alla seconda sfida, quella relativa al crescente pluralismo culturale, ritengo che una risposta vada cercata nella robusta affermazione del diritto alla libertà religiosa, che è condizione per il rispetto reciproco e per una reale uguaglianza nel contesto di una società pluralista. La libertà religiosa assume un rilievo particolare nell’edificio dei diritti umani, poiché essa protegge la relazione con il fine ultimo dell’esistenza, che costituisce il nucleo della dignità trascendente della persona, nel quale si rispecchiano anche le diverse visioni dell’uomo”. Inoltre, “la libertà religiosa attesta il carattere aperto di una società democratica: significa riconoscere i limiti della competenza dello Stato quando si tratta di affrontare interrogativi allo stesso tempo intimi e definitivi, nelle loro dimensioni individuale e comunitaria”. Infine, “la terza sfida riguarda l’instabilità dell’ordine internazionale, con le diffuse e gravi violazioni che continuano a registrarsi in molti Paesi: si tratta di una sfida enorme, che porta non di rado a mettere in discussione l’efficacia dell’approccio basato sui diritti umani per il benessere dell’umanità e la costruzione della pace nel mondo. Non vi sono, naturalmente, risposte facili a tale sfida”; “l’intero edificio dei diritti umani presuppone come condizione sine qua non di riconoscere, in uno spirito di fraternità, che i miei diritti e i diritti dell’altro sono interconnessi e interdipendenti. Quindi, se la dignità e i diritti degli altri sono ignorati o calpestati, allora anche la mia dignità e i miei diritti sono in pericolo”.

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