Alzheimer: Chat Yourself, “assistente virtuale” nelle prime fasi. Ruggeri (Y&R), “intelligenza artificiale a servizio dei malati”

Dall’innovazione tecnologica arriva Chat Yourself, un chatbot di Messenger nato per aiutare le persone affette da Alzheimer nella prima fase della malattia, scandita da perdita della memoria e disorientamento spazio-temporale. Una sorta di assistente virtuale che sfrutta l’intelligenza artificiale per memorizzare tutte le informazioni relative alla vita di una persona restituendole su richiesta all’utente: informazioni indispensabili come il nome e il contatto dei propri figli, il percorso per tornare a casa, le scadenze della settimana, le medicine da prendere e in quali orari, eventuali allergie. Il chatbot, nato da un’idea di Young&Rubicam Roma, con il supporto tecnico di Nextopera e di Facebook e perfezionato grazie ad un team di geriatri, neurologi e psicologi per rispondere in maniera più efficace alle esigenze dei pazienti, è disponibile e accessibile a tutti gratuitamente sulla pagina Facebook di Chat Yourself (@chatyourselfitalia). Ne parla oggi Marco Ruggeri, general manager di Y&R Roma, alla conferenza stampa “Alzheimer, non perdiamolo di vista”, in corso al ministero della Salute per iniziativa di Italia longeva. “La creatività – spiega -, unita alla conoscenza dei nuovi media e con l’ausilio della tecnologia, supera i confini del convenzionale per generare valore, nel suo ambito specifico e nella società”. Il 21 settembre, Giornata mondiale Alzheimer, annuncia, “partirà la seconda fase della campagna social di Chat Yourself, che vede coinvolti, oltre a familiari ed esperti che raccontano le loro esperienze legate alla malattia, anche personaggi noti al grande pubblico”. “L’utilizzo quotidiano di questo strumento – chiosa Paolo Maria Rossini, direttore Area neuroscienze Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs – può costituire una sorta di riabilitazione cognitiva”.

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