Beatificazione Kolesárová: card. Becciu, “quante bambine e donne continuano ad essere oggetto di violenza!”

“Quante violenze si perpetrano ancora sulle donne anche in questa nostra civile Europa dove il femminicidio continua a prosperare e il corpo della donna è spesso oggetto di commercio indegno della persona umana!”. Così il card. Giovanni Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, durante l’omelia pronunciata a Košice, in Slovacchia, in occasione del rito di beatificazione della Serva di Dio Anna Kolesárová, una giovane laica uccisa nel 1944 da un militare sovietico durante l’occupazione dell’Armata Rossa. Nel ricordare la morte della ragazza, colpita a morte perché resistette a un tentativo di stupro, il card. Becciu ha sottolineato molte analogie con l’età odierna e la violenza contro le donne: “Se noi viviamo in pace non possiamo dimenticare poi che molti paesi sono in guerra e conoscono le atrocità vissute in passato nella nostra Europa. Quante bambine e donne continuano ad essere oggetto di violenza! Addirittura lo stupro è considerato arma da guerra, rimane impunito, senza essere riconosciuto come crimine contro l’umanità”.

Il prefetto ha ricordato che “la giovane Anna Kolesarova non è la sola nella storia della Chiesa a salire agli onori dell’altare per aver difeso la verginità con il martirio. Il pensiero va spontaneo a Santa Maria Goretti, canonizzata da papa Pio XII nel 1950, e anch’essa vittima della cieca passione di un uomo. Ma già ai primi tempi del cristianesimo troviamo la dodicenne sant’Agnese, divenuta il tipo della vergine martire. Potremmo ricordare le tante coetanee della beata Anna, come la Beata Albertina Berkenbrock, uccisa in Brasile il 15 giugno 1931, all’età di dodici anni; oppure le italiane Beata Antonia Mesina della Sardegna, uccisa il 17 maggio 1935; la Beata Pierina Morosini di Bergamo, uccisa nel 1957; la Serva di Dio Santa Scorese, di Bari, uccisa nel 1991 a 23 anni. Il martirio della verginità continua a testimoniare la forza dell’amore di Dio e per Dio, amore che prevale sempre sulla cattiveria dell’uomo”.

Il cardinale ha spiegato che “non ci si improvvisa eroi e tantomeno santi. Anna Kolesarova arrivò preparata al martirio grazie alla sua robusta vita spirituale, nutrita di preghiera quotidiana e di frequenza ai sacramenti. La sua fede la rese forte e coraggiosa nell’accettare senza tentennamenti il martirio”. “La giovane Anna – ha commentato il prefetto -, con il suo martirio ha testimoniato che al male, alla violenza e all’ingiustizia è possibile opporre il bene. Anna vinse il male con il bene che teneva nascosto dentro di sé, come un tesoro. In quella sera, carica del dolore e del pianto di un padre, testimone dell’omicidio dell’unica figlia, vinse la perla preziosa, chiamata castità”.

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