Ambiente: mons. Spreafico, “senza scelte di sobrietà e di saggezza non ci predisponiamo a un futuro tranquillo e pacifico”

“Senza scelte di sobrietà e di saggezza non ci predisponiamo a un futuro tranquillo e pacifico”. Così mons. Ambrogio Spreafico,  vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, in apertura della prima giornata del XIII Forum dell’informazione cattolica per la custodia del creato a Veroli. Nel suo intervento, mons. Spreafico ha elencato numerosi  richiami ai primi libri dell’Antico Testamento dedicati ai fenomeni ambientali o agli sconvolgimenti climatici. “Anche il diluvio non è provocato da Dio ma è frutto della violenza dell’uomo – ha ricordato -. Si dovrebbe riflettere sulla saggezza così antica. Anche la nostra Terra oggi è piena di violenza, i social network ne sono pieni. Violenza che si crede di combattere con le armi. Bene ha fatto Papa Francesco a cambiare la dottrina della Chiesa sulla pena di morte e icritici dovrebbero ricordare che la Chiesa ha cambiato la sua dottrina tantissime volte”. “Oggi ancora il 40% dell’anidride carbonica è prodotta dalla combustione di carbone – ha proseguito il vescovo -. Se si vuole evitare il peggioramento delle prospettive di vita dobbiamo cambiare le abitudini quotidiane”.  In un altro passaggio, mons. Spreafico ha sottolineato come molti dei migranti oggi siano costretti a lasciare la propria terra per colpa dei cambiamenti climatici: “È noto a tutti – ha detto – quanto la desertificazione e le catastrofi naturali contribuiscano allo spostamento di masse sebbene non esistano ancora delle stime esatte. Le previsioni dell’Onu nei prossimi anni sono di 150 milioni di persone. Il fenomeno dei profughi ambientali è di importanza primaria nonostante questi non godano di diritti. Forse bisognerebbe cambiare le regole mondiali. La maggior parte (l’85%) dei 68,5 milioni profughi si dirige verso i paesi limitrofi. Andrebbe governato questo fenomeno con intelligenza. Non va lasciata sola l’Italia o i paesi del Mediterraneo.  Per questo,  l’Europa ha delle responsabilità”. “Oggi – ha concluso – è il tempo di farsi influenzare dalla saggezza biblica. L’impegno per la cura del creato è possibile solo con uno sguardo largo. Una nuova alleanza con la terra è possibile per un benessere che forse andrebbe riprorzionato”.

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