50° Medellín: p. Cavassa (presidente università gesuite latinoamericane), “i grandi temi che legano il cammino della Chiesa continentale a Papa Francesco”

Prosegue il dibattito per il 50° della Conferenza latinoamericana di Medellín e sul filo rosso che lega il cammino della Chiesa del continente al pontificato di Papa Francesco. “A partire dall’incontro del Celam di Medellín del 1968 c’è continuità con la Conferenza di Puebla (1979) fino a quella di Aparecida, in occasione della quale il cardinale Bergoglio fu presidente della commissione di redazione del documento finale”. Lo afferma, interpellato dal Sir, padre Ernesto Cavassa Canessa, gesuita, attuale rettore della Università Antonio Ruiz de Montoya di Lima e presidente dell’Ausjal, l’associazione delle Università dell’America Latina gestite dalla Compagnia di Gesù. Padre Cavassa, che è stato provinciale della Compagnia di Gesu del Perù e presidente della Conferenza dei provinciali gesuiti dell’America Latina (Cpal), prosegue: “La Chiesa va avanti tra luci e ombre, affrontando temi cruciali, come la giustizia, la pace e la povertà. Per esempio, il tema della povertà ritornò con forza in occasione della Conferenza di Puebla, dove si citano ‘i volti dei poveri del popolo’, sono i volti dei migranti, dei contadini, dei giovani, dei disoccupati che attualizzano il messaggio di Medellín e Puebla. C’è continuità in circostanze storiche diverse: l’effervescenza del ‘68, le dittature militari degli anni Settanta, fino al 1992, quando a Santo Domingo si celebra l’incontro delle culture, a 500 anni dalla scoperta/conquista delle Americhe. Ogni assemblea generale Celam deve essere analizzata a partire del contesto storico, partendo da Medellín (1968), per arrivare fino ad Aparecida (2007)”.

Secondo il gesuita alcuni temi ricorrono costantemente nel cammino della Chiesa latinoamericana e arrivano fino a Francesco: “Un primo tema centrale è sicuramente quello dei poveri, la radice cristologica dell’opzione preferenziale per i poveri della terra. Un secondo concetto importante è la Chiesa come spazio di partecipazione, attraverso piccole comunità ecclesiali di base che riprendono il messaggio chiave dell’incontro di Medellín, interpretando la Chiesa non come struttura gerarchica ma privilegiando la partecipazione. Un terzo elemento è il metodo vedere-giudicare-agire come pratica pastorale in America Latina. Dopo 50 anni si mantiene questo cammino fino ad Aparecida. Un quarto punto è l’inculturazione della fede, che papa Francesco riprende sottolineando le radici di ogni cultura. Un quinto elemento è la visione dell’America latina come Patria Grande”.

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