Papa Francesco: udienza, “successo, potere e denaro sono i grandi idoli, le tentazioni di sempre”. No a “religione fai-da-te”

foto SIR/Marco Calvarese

“Successo, potere e denaro. Questi sono i grandi idoli. Sono le tentazioni di sempre!”. Lo ha esclamato il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata in Aula Paolo VI davanti a 7mila persone. “Ecco che cos’è il vitello d’oro: il simbolo di tutti i desideri che danno l’illusione della libertà e invece schiavizzano”, ha spiegato Francesco. “Perché gli idoli sempre schiavizzano”. “C’è il fascino, quel fascino del serpente che guarda l’uccellino, e l’uccellino rimane senza potersi muovere e il serpente lo prende”, ha proseguito a braccio: “Aronne non ha saputo opporsi”. “La natura umana, per sfuggire alla precarietà, cerca una religione fai-da-te”, ha ammonito il Papa: “Se Dio non si fa vedere, ci facciamo un dio su misura”. “Davanti all’idolo non si rischia la possibilità di una chiamata che faccia uscire dalle proprie sicurezze, perché gli idoli hanno bocca ma non parlano”, ha fatto notare Francesco: l’idolo, allora, non è che “un pretesto per porre se stessi al centro della realtà, nell’adorazione dell’opera delle proprie mani”.
“Aronne non sa opporsi alla richiesta della gente e crea un vitello d’oro”, ha ricordato il Papa: “Il vitello aveva un senso duplice nel vicino oriente antico: da una parte rappresentava fecondità e abbondanza, e dall’altra energia e forza. Ma anzitutto è d’oro, perché è simbolo di ricchezza”.

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