Papa Francesco: udienza, “il grande lavoro di Dio è togliere l’Egitto che portiamo dentro”

foto SIR/Marco Calvarese

L’idolatria “nasce dall’incapacità di confidare soprattutto in Dio, di riporre in Lui le nostre sicurezze, di lasciare che sia Lui a dare vera profondità ai desideri del nostro cuore. Questo permette di sostenere anche la debolezza, l’incertezza e la precarietà”. Lo ha spiegato il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, dedicata all’idolatria e al vitello d’oro. “Il riferimento a Dio ci fa forti nella debolezza, nell’incertezza e anche nella precarietà”, ha garantito Francesco a braccio: “Senza primato di Dio si cade facilmente nell’idolatria e ci si accontenta di misere rassicurazioni”. “Ma questa è una tentazione che noi leggiamo sempre nella bibbia”, ha proseguito il Papa a braccio: “Liberare il popolo dall’Egitto a Dio non è costato tanto lavoro, lo ha fatto con segni di potenza, di amore. Ma il grande lavoro di Dio è stato togliere l’Egitto dal cuore del popolo, cioè togliere l’idolatria dal cuore del popolo. E ancora Dio continua a togliere l’idolatria dal cuore del popolo. È il grande lavoro di Dio: togliere l’Egitto che portiamo dentro, è il fascino dell’idolatria”.

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