Papa Francesco: udienza, deserto luogo dove “regnano la precarietà e l’insicurezza”, “immagine della vita umana”

(Foto Vatican Media/SIR)

Il deserto “è un luogo dove regnano la precarietà e l’insicurezza – nel deserto non c’è nulla, niente – dove mancano acqua, cibo e riparo”. Lo ha spiegato il Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi è tornato a parlare dell’idolatria – “ne abbiamo parlato la settimana scorsa, ora riprendiamo il tema perché è molto importante conoscere questo”, ha esordito a braccio – sulla scorta del Decalogo e prendendo spunto “dall’idolo per eccellenza, il vitello d’oro”, di cui parla il Libro dell’Esodo. “Il deserto è un’immagine della vita umana, la cui condizione è incerta e non possiede garanzie inviolabili”, ha proseguito Francesco: “Questa insicurezza genera nell’uomo ansie primarie, che Gesù menziona nel Vangelo: ‘Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?'”. “Sono le ansie primarie, e il deserto provoca queste ansie”, ha aggiunto a braccio: “E in quel deserto accade qualcosa che innesca l’idolatria, perché Mosè, che era salito sul monte tardava a scendere dal monte”. “È rimasto lì 40 giorni e la gente si è spazientita”, il commento ancora fuori testo: “Manca il punto di riferimento, che era Mosè, il leader, il capo, la guida rassicurante, e ciò diventa insostenibile. Allora il popolo chiede un dio visibile – questo è il tranello in cui cade il popolo – per potersi identificare e orientare. Dicono ad Aronne: ‘Fa’ per noi un dio che cammini alla nostra testa!’. Facci un capo, facci un leader”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa