Germania: workshop ad Auschwitz della Fondazione Kolbe. Mons. Schick (Dbk), “l’Europa ha bisogno di spazi esperienziali”

Dall’11 al 16 agosto, Auschwitz ospiterà per la nona volta il workshop organizzato dalla Fondazione Kolbe, iniziativa nata per promuovere il dialogo, la riconciliazione e la pace. Saranno una trentina i rappresentanti provenienti da Polonia, Germania, Russia, Ucraina, Bosnia Erzegovina, Albania, Irlanda, Paesi baltici, Italia, Paesi Bassi e Slovenia, che sono attesi nei prossimi giorni nella città polacca. Le ferite e le cicatrici provocate dagli orrori di Auschwitz e dalla Seconda guerra mondiale saranno al centro dei lavori di quest’anno. Un tema, questo, che è d’attualità alla luce dell’urgenza di fare tesoro di tali dolorose memorie per costruire un futuro di pace e di accoglienza in Europa. L’arcivescovo Ludwig Schick (Bamberga), presidente della Commissione Chiesa nel mondo della Conferenza episcopale tedesca, sottolinea l’importanza del workshop. “La disponibilità ad affrontare le tante ferite e le interruzioni nelle relazioni sociali crea nuove prospettive – afferma –. Il fatto che tedeschi e polacchi organizzino un seminario europeo insieme ad Auschwitz/Oświęcim è un segnale concreto e incoraggiante, che la violenza e le ferite non devono avere l’ultima parola. L’Europa ha urgente bisogno oggi di spazi come questo, dove fare esperienze insieme”. Mons. Schick è convinto che Auschwitz, come quasi nessun altro posto al mondo, mostri quanto male le persone possano fare le une alle altre. “Auschwitz – afferma con fermezza l’arcivescovo di Bamberga – non si deve ripetere mai più! San Massimiliano Kolbe è il nostro patrono e il nostro modello”.
Il programma del workshop prevede, tra l’altro, incontri con la direzione del Memoriale di Auschwitz e con quanti sono sopravvissuti a tanto orrore. Grzegorz Chojnacki, dell’Università di Szczecin sarà protagonista di un incontro pubblico con l’arcivescovo Schick. Previste anche visite guidate agli archivi e ad alcune mostre. La Conferenza episcopale tedesca sottolinea in un comunicato come le giornate di Auschwitz contribuiscano a creare una rete di rapporti e contatti tra rappresentanti di Paesi diversi, rete che contribuisce al sostegno reciproco di diverse altre iniziative e attività.

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