62° tragedia Marcinelle: Moavero Milanesi, “purtroppo ancora oggi legislazione Ue in materia sociale è nel suo complesso carente”

(Foto: Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale)

“Non possiamo non constatare come, ancora oggi – purtroppo – la legislazione in materia sociale dell’Unione Europea sia nel suo complesso carente, specie se comparata alla copiosa normativa emanata in altri settori. Un difetto di azione delle istituzioni comuni e dei governi degli Stati membri che, in giornate come questa, appare tristemente anacronistico”. Lo afferma il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, in occasione delle celebrazioni in ricordo delle vittime dei tragici eventi di Marcinelle, dove l’8 agosto del 1956 persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani. “Una tragedia immensa, una ferita profonda – rileva il ministro – che l’Italia ricorda con la solenne Giornata del Sacrificio del lavoro, in onore di tutti i lavoratori italiani ovunque nel mondo”. Secondo Moavero Milanesi, “stiamo discutendo molto, negli ultimi anni, di rinnovamento europeo, di rilancio dell’Unione in una maggiore sintonia con i suoi cittadini”. “In una simile prospettiva, come chiesto da più parti, va data priorità all’Europa sociale, a un coerente tessuto di regole europee adeguate a garantire l’idonea tutela di chi lavora e una severa prevenzione degli incidenti nei luoghi di lavoro”, ha evidenziato il ministro, assicurano che “l’impegno del Governo italiano è di agire a fondo in tutte le sedi, nazionali ed europee, affinché ci sia una scelta di campo netta e siano prese le decisioni indispensabili”. “Chiediamo all’Unione – spiega – di adottare, rapidamente, una ben articolata agenda sociale, degna del suo nome, che includa nuove iniziative e riprenda le buone idee già messe sul tavolo anni addietro, ma mai concretizzate. Lo dobbiamo alle innumerevoli vittime che oggi commemoriamo tutte, stringendoci al simbolo di Marcinelle. Lo dobbiamo al lacerante dolore dei loro famigliari. Lo dobbiamo alla nostra Italia che la Costituzione proclama, solenne, essere ‘fondata sul lavoro’”. Moavero Milanesi ha parlato anche degli italiani emigrati nel passato in cerca di lavoro: loro e “i loro discendenti hanno saputo inserirsi, a pieno titolo, con valore e vigore, nelle realtà estere in cui si erano recati”. “Non scordiamoci mai dei loro sacrifici”, ha ammonito: “Pensiamoci, quando vediamo arrivare in Europa i migranti della nostra travagliata epoca”.

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