Pace: mons. Ricchiuti (Pax Christi), “continuano tante guerre, tante stragi. Siamo chiamati a non tacere, il nostro silenzio sarebbe complice”

“Non possiamo negare che stia pericolosamente crescendo, nel linguaggio, nelle decisioni operative, anche istituzionali, e in alcuni comportamenti individuali una cultura violenta e razzista. E noi siamo chiamati non solo all’accoglienza, ovviamente doverosa e che vede le nostre comunità ecclesiali impegnate spesso in prima linea, ma anche ad opporci in ogni modo a questo clima culturale che, fomentato perfino da qualche ministro, trova terreno e cresce nel sentire comune. E in parte, forse, anche tra le nostre comunità cristiane”. Lo afferma mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e presidente nazionale di Pax Christi, in una lettera aperta intitolata “Continuiamo a non tacere”, in occasione dell’anniversario – 1 agosto 1917 – della lettera di Papa Benedetto XV ‘ai capi dei popoli belligeranti’ in cui definì la guerra ‘un’inutile strage’ e delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki (6 e 9 agosto 1945). “In questi giorni stiamo vivendo nuove stragi, con persone uccise nelle guerre e persone che muoiono in mare, o che vengono respinte e rimandate nei porti della Libia che sappiamo ‘non sicuri’. Questa è davvero una scelta molto grave!”, sottolinea mons. Ricchiuti: “Siamo chiamati a non tacere, il nostro silenzio sarebbe complice di queste violenze e di queste stragi. Come ho già detto più volte: io non ci sto. Noi non ci stiamo!” Il presidente di Pax Christi contesta anche la discussione della nuova legge sulla legittima difesa: “proposta grave e inquietante, che aprirebbe strade pericolose di violenza armata”, mentre al contrario, “non viene messo minimamente in discussione il progetto degli F35”, le bombe sganciate dall’Arabia Saudita in Yemen sono “comprate in Italia dalla RWM di Domusnovas” e ci sono gravi crisi “in Palestina, in Congo, in Nicaragua…” “Stanno circolando – prosegue -, già da tempo e con l’appoggio plateale delle ‘bocche di fuoco’ di moltissima stampa accondiscendente, pericolose, preoccupanti e allarmanti affermazioni del ministro degli interni ‘impreziosite'(!!!) da citazioni fasciste (ai limiti di ‘reato di apologia’, o no?). Ci sono stati numerosi episodi di spari contro migranti, e minacce a chi li accoglie, anche ad alcuni sacerdoti. Ad ognuno di loro vada la nostra chiara ed esplicita solidarietà”. La lettera conclude con l’invito a “tenere viva la nostra coscienza” e partecipare alla marcia per la pace Perugia-Assisi del 7 ottobre.

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