Diocesi: mons. De Luca (Termoli-Larino), “partire dal basso per creare un futuro di opportunità per i giovani”

“Partire dal basso, da una storia di santità fatta di fede e di speranza, per creare un futuro di opportunità per i giovani”. È l’invito rivolto dal vescovo di Termoli-Larino mons. Gianfranco De Luca in occasione della solennità di san Basso, patrono della città di Termoli e della diocesi, celebrata sabato 4 agosto. Il vescovo ha spronato i fedeli a vivere la vita cristiana anche dopo e oltre il tempo della festa. E ha ricordato il significato della vita dell’uomo che sa vivere non di solo pane anche di quello che esce dalla bocca di Dio. La nostra vita – ha aggiunto – ha bisogno di tre “p”: “Pane, parola e prossimo, le nostre tre comunioni che ci fanno incontrare e comunicare con Gesù”. Un’esortazione a interrogarsi nel profondo e a vivere con il Padre invece di occuparsi e preoccuparsi soltanto di se stessi e delle cose – idolatrandole – ricercando, invece, una vita di pienezza.

Mons. De Luca ha invitato a ritrovare la coscienza di essere popolo e non massa, dando “primato alle relazioni interpersonali e la necessaria sussidiarietà tra tutte le componenti civili e sociali della nostra realtà cittadina e diocesana: superare polarizzazioni e contrapposizioni anche forti aprendosi, in sostanza, a una cultura dell’incontro, allo spazio per un dialogo sereno, franco e rispettoso di ogni persona e di ogni idea guardando al bene comune con sensibilità e progetti diversi”. Il vescovo ha auspicato “una comunità grata e innamorata della propria terra”. E per raggiungere questo ha indicato il metodo del pescatore che sale in barca. “Quando non pesca niente certamente non cambia lavoro o non lascia la barca. Sapete che fa? Innova! Butta le reti dall’altra parte. E quando i pesci arrivano in abbondanza – ha sottolineato il vescovo – non li tiene per sé, chiama le barche vicine per condividere quella ricchezza. Per buttare la rete dall’altra parte abbiamo bisogno dei giovani, delle loro idee, della loro capacità di innovare questo luogo”. Questa la strada indicata del vescovo di Termoli-Larino: “Progettate, cooperate e sognate una terra in grado di ricercare, guarire e trasfigurare. Cioè mettersi in cammino per scoprire il senso della vita; guarire dalle ferite; cambiare vita. Abitare è sognare concretamente, senza compromessi avendo uno slancio a muoverci e a convertirci, per avviare processi nuovi e innovativi. Abitare dal basso significa spingere, spianare, rigenerare; significa agire e non per occupare posto. L’innovazione si acquisisce con l’uscire da casa, dalla propria zona di comfort, con un movimento. Ma nessuno esce da qualcosa se non viene attirato dalla bellezza e dall’autenticità! Vi invito dunque a questa missione: uscite, fate esperienze di bellezza e siate collaboratori innovativi di progetti che partono dal basso. Non abbiate paura, ma abbiate fede, perché Dio ci chiama per nome e ci toglie dall’anonimato”.

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