Braccianti morti in Puglia: mons. Renna (Cerignola), “in questi giorni emerge ancor più il disagio in cui vivono i migranti”

“In questi giorni emerge ancora di più il disagio in cui vivono queste persone, che non è solo disagio di permanenza e vivibilità di queste persone ma più strutturale”. Mons. Luigi Renna, vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano in provincia di Foggia, commenta al Sir la tragedia che ha colpito dodici migranti, uccisi in un incidente stradale nel foggiano. È il secondo incidente mortale che vede coinvolti braccianti agricoli extracomunitari in soli due giorni e sempre sulle strade del Gargano. “Guardiamo i cosiddetti ‘ghetti’ che esistono nella nostra diocesi – continua mons. Renna – da quello di Rignano a quello di ‘Tre Titoli’. Qui vivono certamente in condizioni precarie, ma non bisogna dimenticare anche tutto il contesto come ad esempio la viabilità”. Mons. Renna pone l’attenzione anche sulle condizioni di trasporto e sicurezza dei migranti che sono costretti spesso a muoversi su furgoncini sgangherati “non sempre sicuri, che spesso devono aggiustare con le loro mani, schiacciati come sardine e ancor di più su strade accidentate anch’esse poco sicure che devono affrontare con la stanchezza di una giornata sottopagata”. Non basta allora solo versare lacrime ma “è necessario cambiare tutto da un punto di vista strutturale. È evidente che viviamo in un tempo nel quale serve più attenzione e cura verso le situazioni di disagio. Certamente si sta facendo tanto. Le Caritas e le associazioni fanno davvero un lavoro immenso, ma c’è un vuoto della politica che dirige le proprie attenzioni verso altri problemi. Allora quanto accaduto sabato e oggi interroga la coscienza dei credenti ma anche la coscienza civica del popolo affinché ci sia un cambiamento vero e completo”.

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