Sinodo Valdese: Eugenio Bernardini riconfermato moderatore. “Siano protetti i diritti dei più deboli”

“Questo Sinodo è iniziato con due azioni di preghiera e solidarietà: verso i migranti e verso le vittime e gli sfollati di Genova. Nessuna priorità in base alla nazionalità, l’etnia, l’appartenenza identitaria, ma priorità solo in base al bisogno, priorità al prossimo che bussa alla nostra porta. Chiunque egli o ella sia”. Lo ha dichiarato il pastore Eugenio Bernardini, riconfermato moderatore della Tavola valdese per il settimo anno consecutivo dal Sinodo delle Chiese metodiste e valdesi riunito a Torre Pellice, dal 26 al 31 agosto. Nel discorso che ha chiuso i lavori dell’assemblea sinodale il moderatore ha rilevato che “noi siamo una chiesa, parliamo come una chiesa, agiamo come una chiesa. E una chiesa è, per definizione, chiamata a libertà (Galati 5,13). Una chiesa libera non è una chiesa estranea alla società civile o costituzionalmente indifferente rispetto allo Stato – ha proseguito Bernardini -. Oggi ricordiamo che se muoiono i diritti, subito dopo muoiono le persone”. Bernardini ha poi citato alcune prese di posizione chiare e inequivocabili in materia di migrazioni in “straordinaria convergenza ecumenica”, come il messaggio augurale inviato al Sinodo da papa Francesco e la dichiarazione congiunta “L’Europa torni a difendere i diritti umani” firmata con il presidente della Chiesa evangelica tedesca dell’Hessen-Nassau Volker Jung. Al termine dei lavori, il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi ha eletto, come ogni anno, i propri organi amministrativi. Oltre al moderatore, sono stati eletti come membri della Tavola valdese Luca Anziani (vicemoderatore), Laura Turchi, Manuela Vinay, Alessandra Trotta, Italo Pons, Greetje van der Veer. Il Sinodo ha riconfermato la pastora Mirella Manocchio presidente dell’Opera delle chiese evangeliche metodiste d’Italia e Fulvio Ferrario decano della Facoltà valdese di teologia.

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