Preghiera ecumenica Assisi: archimandrita Fasiolo, “riconciliarsi con creato è chiedere perdono ad acqua, aria, clima, cosmo e ad ogni uomo”

I credenti hanno l’obbligo di “essere fautori” di vera “metànoia”, di “un cambio radicale di mentalità di fronte ai doni del creato”. Lo sostiene questa sera, al primo incontro di preghiera ecumenica per il creato che si è aperto ad Assisi, l’archimandrita del trono ecumenico Athenagoras Fasiolo, rappresentante del Patriarcato ecumenico. Dopo avere portato il saluto del patriarca Bartolomeo e della Chiesa di Costantinopoli, l’archimandrita spiega: “Riconciliarci allora col creato significherà chiedere perdono all’acqua per l’eccessivo spreco e per l’avvelenamento delle falde; alla terra per l’uso abominevole che ne abbiamo fatto attraverso una economia del profitto, dimenticando che la natura, creata da Dio è stata data agli uomini ‘perché venga lavorata e preservata’ (Gn. 2,15); all’aria e al clima, che un inquinamento dovuto al benessere egoistico, ha spesso reso fonte di catastrofi, ribellione degli elementi naturali sui quali l’uomo contemporaneo vorrebbe imporre i propri sistemi di sfruttamento; al cosmo intero, che si vorrebbe far diventare la più grande discarica del pianeta malato”. Ma per Fasiolo “dobbiamo chiedere perdono anche ad ogni essere umano, verso il quale l’avidità umana è divenuta fonte di grandi carestie, di innumerevoli guerre, di ingiustizie sociali, di migrazioni bibliche e altro ancora”. Per questo, conclude, “la Chiesa Ortodossa pone l’accento sulla salvaguardia del creato di Dio attraverso la promozione della responsabilità dell’uomo davanti al nostro ambiente donatoci da Dio, e delle virtù della frugalità e della sobrietà”.

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