Giornata di preghiera per il creato: oltre 600 milioni di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile

663 milioni di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile. Significa che una persona ogni 11 nel mondo beve acqua sporca e che il 52% delle malattie hanno nell’acqua la loro causa principale. Sono alcuni dei dati sottolineati questa mattina in sala stampa vaticana dalla Fondazione “Charity Water” per dare, alla vigilia della Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, il polso della crisi dell’acqua oggi ma soprattutto per dire che “il problema è assolutamente risolvibile”. Alla conferenza stampa che si è svolta questa mattina in sala stampa vaticana, ha partecipato anche monsignor Segundo Tejado Muñoz, sotto-segretario del Dicastero vaticano per il Servizio dello sviluppo umano integrale, che ha parlato della Fondazione Sahel, fondata nel 1984 da Giovanni Paolo II. Una realtà che da allora si fa carico del problema dell’avanzamento del deserto in 9 Paesi di quella Regione (Burkina Faso, Senegal, Mauritania, Niger, Capo Verde; Ciad; Gambia, Guinea Bissau, Mali) ed “è causa di povertà per le popolazioni locali”, ha detto mons. Muñoz. A parlare invece di inquinamento delle acque del mare è stato padre Bruno Ciceri, delegato del Vaticano per l’apostolato del mare. Essendo dunque l’acqua il tema principale della Giornata di preghiera per il creato che si celebra domani, padre Ciceri ha ricordato che una delle problematiche che sta molto a cuore alla Chiesa è anche l’inquinamento dei mari a causa della plastica e dell’abbandono delle reti come pure l’uso insensato per la pesca di dinamite, scariche elettrice e addirittura di cianuro che lasciato poi cadere sul fondo marino è una delle cause maggiori di distruzione del corallo.

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