Abusi in Australia: vescovi alla “Royal Commission”, “inviolabile” il segreto della confessione

C’è una sola raccomandazione espressa dalla Royal Commission che ha indagato sulle risposte istituzionali riguardo gli abusi sessuali sui minori che i vescovi e i religiosi australiani non sono disponibili ad accogliere, ed è quella riguardo il segreto della confessione: secondo quanto espresso dalla raccomandazione 7.4, si vorrebbe che i sacerdoti fossero tenuti a segnalare obbligatoriamente alle autorità casi di abusi di cui sono venuti a conoscenza nel confessionale. Questo non è possibile e lo ribadisce formalmente la Risposta pubblicata oggi congiuntamente dalla Conferenza episcopale australiana (Acbc) e dai Religiosi cattolici d’Australia (Cra). Pur impegnandosi a lavorare perché la pratica e gli spazi della confessione siano sicuri, e perché sacerdoti e seminaristi siano adeguatamente formati, i vescovi dichiarano “inviolabile” il segreto e ritengono che infrangerlo minaccerebbe “la fiducia nel sacramento”, oltre che rappresentare una violazione della libertà di religione. Tutte le altre raccomandazioni della Commissione sono state “accettate” o “accettate in linea di principio”. Alcune, riguardanti ad esempio proposte di modifica al Codice di diritto canonico, sono segnalate come “presa nota. La Conferenza episcopale ha informato la Santa Sede”. Su tutti i punti, comunque il documento cattolico esplicita iniziative in campo o indica percorsi ulteriori di riflessione da compiere.

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